Castel Ritaldi – Castel San Giovanni, via G. Garibaldi 43 [CAS007]

1024 768 Edicole sacre. Nel territorio della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano
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STORIA DEL LUOGO
La vecchia casa, su cui sono collocate le tre ceramiche, è a m. 60 da un’edicola ben più antica (vedi S. Gregorio Magno). Si trova in vocabolo S. Angelo, la cui denominazione deriva dalla chiesa che avendo alle sue dipendenze 47 famiglie era la più importante del luogo fino al 1400, anno in cui fu costruito il castello, la cui chiesa, preesistente alla fortificazione, intitolata a S. Giovanni de Botonta, assurgerà a ruolo dominante

EDIFICIO

DESCRIZIONE
Le tre ceramiche si trovano sulla parete di un edificio rurale isolato
DATAZIONE
1845
STATO DI CONSERVAZIONE
Discreto

IMMAGINE

ICONOGRAFIA
– Nella parete a sud-ovest, in alto in prossimità della gronda, una ceramica rettangolare con il lato superiore stondato ad arco raffigura la Madonna che regge il Bambino sulle ginocchia; due angeli in posizione frontale e sopra la colomba dello Spirito Santo concludono la raffigurazione ; il bassorilievo è adornato da una cornice (cm.7) ad ovoli contornati in posizione radiale
– Sulla stessa parete sud-ovest, spostato più in basso, a sinistra sopra l’arco di un ingresso, un tondo in ceramica rappresenta la Natività: la Madonna e S. Giuseppe si volgono sul Bambino in primo piano; la capanna ha copertura a coppi regolari e, a fianco di una porta ad arco, il bue e l’asino sporgono tra due colonne di richiamo classico; tre angeli in alto reggono il cartiglio “Gloria in excelsis Deo”; completano l’animata rappresentazione due pastori inginocchiati e un terzo che, in riposo con un agnello sulle ginocchia, sorveglia il gregge; sul color miele della rappresentazione sono tracciati in blu i contorni, l’erba del prato, il manto della madre
– Su un’altra parete, a sud-est, un piatto quadrato in ceramica non è meno suggestivo: la Madonna maternamente reclinata sul Bambino che le si rivolge vezzosamente e a sinistra S. Giovannino genuflesso con la croce; sul fondo bianco i contorni sono tracciati in verde, mentre la Madonna biancovestita è ampiamente coperta da un manto blu intenso; gli angeli, anch’essi blu, sono fregiati da una rosetta bianca
DATAZIONE
1845
TECNICA E STATO DI CONSERVAZIONE
Tre ceramiche; stato di conservazione: cattivo la prima, con perdita della superficie a smalto; ottimo la seconda; buono la terza, che è però attraversata da una sottile linea di frattura che ha interessato la parete su cui è collocata
DIMENSIONI
Prima ceramica cm. 59×43. Seconda ceramica cm. 26 (diametro). Terza ceramica cm. 14×14
OSSERVAZIONI E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Le tre ceramiche a smalto sono un prodotto commerciale che risponde a gradevole finitura e accurata esecuzione; così il devoto proprietario intese decorare e porre sotto la celeste protezione la propria abitazione. Il Silvestri risulta iscritto alla “Compagnia di S. Giuseppe” e sono attestati piccoli appezzamenti di terreno di sua proprietà in d. Filippo Benedetti Valentini, “Inventario dei beni stabili… della chiesa di S. Giovanni nel castello di S. Giovanni”, 1873, presso l’archivio parrocchiale
ISCRIZIONI
A. D. MDCCCXLV. DIE. XVIII. SEPTEMBRIS. RESIDENTE. GREGORIO. PAPA. PONTEFICE. O. M. XVI. GREGORIUS. S. (Silvestri) FECIT (mattone murato in una parete interna)

RILEVATORE
Alfiero D’Agata
DATA DI RILEVAZIONE
15/9/2005

SCHEDA TRATTA DAL VOLUME

1.Madonna con Bambino, angeli, Spirito Santo
2.Natività
3.Madonna con Bambino e san Giovannino

Ceramica policroma, metà XIX secolo
Tre ceramiche a soggetto religioso ornano la parete di una vecchia casa; un mattone murato su una parete interna ricorda l’anno di ristrutturazione dell’edificio «A.D. MDCCCXLV. die. XVIII. Septembris. Residente. Gregorio. Papa. Pontefice. O. M. XVI. Gregorius. S. [Silvestri] Fecit».
La data menzionata supporta l’epoca delle ceramiche.
Il vecchio edificio rurale sulle cui parete sono apposte le tre ceramiche a rilievo si trova in vocabolo Sant’Angelo, nome della chiesa che con le sue quarantasette famiglie era la più importante del luogo fino al 1400, quando, costruito il castello, assurgerà a ruolo dominante la chiesa interna e preesistente alla fortificazione, intitolata San Giovanni de Botonta.
La ceramica della parete sud ovest, in alto in prossimità della gronda, rettangolare con il lato superiore stondato ad arco, raffigura la Madonna che regge il Bambino sulle ginocchia, due angeli in posizione frontale e la colomba dello Spirito Santo in alto, entro una cornice (di sette centimetri) ad ovoli contornati in posizione radiale.
Sulla stessa parete sud-ovest, spostato più in basso, a sinistra sopra l’arco di un ingresso, un tondo rappresenta la Madonna e san Giuseppe che si volgono verso il Bambino in primo piano; la capanna ha copertura a coppi regolari e, a fianco di una porta ad arco, il bue e l’asino sporgono tra due colonne di richiamo classico. Tre angeli in alto reggono il cartiglio «Gloria in excelsis Deo». Completano l’animata rappresentazione due pastori inginocchiati e un terzo in riposo con un agnello sulle ginocchia che sorveglia il gregge. Sul color miele della rappresentazione sono tracciati in blu i contorni, l’erba del prato, il manto della Madre.
In un’altra parete a sud-est, un piatto quadrato è altrettanto suggestivo: la Madonna reclinata sul Bambino che le si rivolge vezzosamente e, a sinistra, san Giovannino genuflesso con la croce. Sul fondo bianco i contorni sono tracciati in verde, mentre la Madonna biancovestita è ampiamente coperta da un manto blu intenso. Gli angeli, anch’essi blu, sono fregiati da una rosetta bianca.

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