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Immagini dal territorio
La Fascia olivata Assisi- Spoleto è entrata a far parte dei Sistemi del Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura): è il primo ambito italiano ad essere inserito nel programma GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems) della FAO, un grande successo per Trevi, che ne è stato il promotore, la Valle Umbra e l’Umbria intera come sottolineato anche dall’Assessore della Regione Umbria Fernanda Cecchini.

Fascia olivi Assisi-Spoleto entra a far parte Patrimonio Fao – Terra & Gusto

(ANSA)

Dall’alto del cielo, una nuova metodica con immagini aeree termico-elettromagnetiche può aiutare a diagnosticare con grande anticipo rispetto ai metodi usati sino ad ora la terribile Xylella e forse a salvare il patrimonio di olivi del nostro Meridione: una ricerca guidata da Pablo Zarco-Tejada

Xylella, la diagnosi precoce arriva dal cielo

LA XYLELLA può essere diagnosticata precocemente direttamente dal cielo: il devastante batterio che dal 2013 sta infettando gli ulivi della Puglia e il sud del Mediterraneo può essere infatti rilevato prima che compaiano i sintomi della malattia grazie ad un particolare tipo di analisi delle immagini rilevate da aerei o droni.

Incentivi a biometano e a biocarburanti: tutto pronto con la pubblicazione delle procedure applicative da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE)

Incentivi a biocarburanti e biometano, pronte le procedure del Gse

Tutto pronto per gli incentivi al biometano e ai biocarburanti. Con la pubblicazione, ieri, delle procedure applicative da parte del Gestore dei servizi energetici (Gse) – nel rispetto dei tempi previsti dal DM 2 marzo 2018 – sarà possibile a partire dalle ore 12 del 2 luglio prossimo, presentare richiesta di qualifica per gli impianti di produzione di biometano o di biocarburanti avanzati.

Procedure applicative di cui al DM 2 marzo 2018, leggi il decreto [formato .pdf – fonte GSE]

La Regione Umbria ha avviato un progetto integrato che coinvolge anche la Provincia di Perugia, l’Unione dei Comuni del Trasimeno, l’Usl Umbria 1 e l’Università degli Studi di Perugia per la lotta biologica ai chironomidi, piccoli insetti simili a zanzare, tipici di laghi, lagune, canali… come, appunto, il lago Trasimeno. Contrariamente alle zanzare, i chironomidi non si nutrono del sangue…

Lago Trasimeno, guerra a chironomidi. Barberini: “Iniziato trattamento larvicida biologico”. Attivato speciale hovercraft

“È stato effettuato, con uno speciale mezzo anfibio hovercraft, il primo trattamento con larvicida biologico per il contenimento dei chironomidi al Lago Trasimeno che impediscono la piena fruizione dell’ambiente lacustre durante il periodo estivo”: lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, evidenziando che “nel corso dell’estate verranno effettuati altri sei trattamenti, con cadenza di dieci giorni, che comporteranno la distribuzione di circa 3 mila litri di prodotto”.

I Chironomidi. L’ospite indesiderato. Liberiamocene! [A cura dell’USL 2 dell’Umbria]

‘In Umbria continua a calare significativamente la quantità di rifiuti prodotta e a crescere la raccolta differenziata, con un aumento dal 2015 al 2017 di oltre 11 punti percentuali a dimostrazione che, nonostante non sia stato raggiunto complessivamente a livello regionale l’obiettivo del 65% fissato per il 2017, si sta procedendo velocemente […]’
Ma dobbiamo fare certamente di più!

Raccolta differenziata in Umbria, la Regione ha presentato i dati 2017 [FONTE: tuttoggi.info]

Il pànace di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum) è una specie vegetale incredibilmente invasiva e altamente tossica.
Al momento in Italia non c’è allarmismo ma il pànace è presente nelle regioni alpine e subalpine, soprattutto in Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia e Valle d’Aosta; fa parte della lista delle 49 specie invasive più pericolose stilata dall’Unione Europea.
Originaria del Caucaso, il pànace di Mantegazza nel Regno Unito, ad esempio, è stata introdotta come pianta ornamentale…

“Non toccate quella pianta: vi brucia la pelle”. L’allarme negli Usa, ma c’è anche in Italia

NON sarà la pianta mangia-uomini descritta dall’esploratore Carl Liche a fine ottocento, né il famigerato Devil’s Snare, arbusto succhia sangue del Nicaragua (che, beninteso, non esistono), ma fa comunque paura, e a ragion veduta.

::: Concludendo :::
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Tra i temi trattati e le tante news… Decaloghi di buoni consigli per essere sostenibili in vari ambiti del vivere quotidiano a cura di Goldmann & Partners, Buone pratiche di enti, aziende e privati negli ambiti di pertinenza della campagna… e tanto altro ancora…