Continuiamo a erborizzare in Valle Umbra… il vilucchione…

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Percorrendo la pista ciclabile Spoleto – Assisi, nel tratto tra Casco dell’Acqua (Trevi) e Bevagna il nostro sguardo sarà facilmente attratto dalle belle campanule bianche del vilucchione.

Calystegia sepium, vilucchione, vilucchio bianco FOTO DI GIAMPAOLO FILIPPUCCI & TIZIANA RAVAGLI

Calystegia sepium, vilucchione, vilucchio bianco
FOTO DI GIAMPAOLO FILIPPUCCI & TIZIANA RAVAGLI

Si tratta dei fiori della Calystegia sepium, specie tossica e infestante che con i suoi lunghi steli volubili si abbarbica a piante, pali e quant’altro di idoneo trovi sul suo ‘cammino’ unendosi ad essi in un abbraccio stringente.

Simile, ma riconoscibile dalle brattee fogliari che avvolgono completamente il calice del fiore, molto più grande che nella prima specie, è il Calystegia silvatica.

Il vilucchione quando il tempo volge al brutto o rinfresca per l’appropinquarsi del buio serale tende a chiudersi per proteggere la sua intima essenza, ma di notte, talvolta, lascia la sua corolla dischiusa in attesa di una visita discreta, di una bella falena notturna, che ne sugge il nettare con la sua lunga spirotromba, favorendo la permanenza della specie su questa terra.

Scopri di più sulla flora della Valle Umbra, nell’apposito focus della sezione ‘Ambiente e Biodiversità‘; per le specie tossiche/velenose, ti ricordiamo anche il focus ‘le ERBE VELENOSE‘ perché, per dirla con Paracelso, ‘ogni sostanza è veleno e nessuna è perfettamente innocua…’