Erborizzando in Valle Umbra, il cocomero asinino o sputaveleno, una pianta tossica/velenosa

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Lungo le strade di campagna, in questo periodo abbonda un’erba infestante: si presenta con fiori giallastri abbastanza vistosi e piccoli ‘cocomerini’ penduli, coperti d’ispidi peli; è il cocomero asinino, noto anche con il nome evocativo di ‘sputaveleno‘…

Si tratta di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee, la stessa, per intenderci, della succosa anguria (o cocomero che dir si voglia), ma anche delle zucche, dei cetrioli e via dicendo.
La si nota per le grandi foglie ovato-cuoriformi, ispide e pelose, per i fiori a 5 petali di colore giallastro venati di verde, ma soprattutto per quei particolari frutti penduli di colore verde, di forma ovoidale (simile a quella di un piccolissimo cocomero, coperto di peli ispidi), che rendono questa pianta quasi unica per il suo aspetto e non solo.
Il suo nome botanico è Ecballium elaterium e il nome stesso è un programma: ecballium ci ricorda che questa pianta ‘sputa’, lancia fuori… ed elaterium che respinge e allontana… Infatti, all’interno di quei fruttini verdi, dalla forma di piccolissimi cocomeri ma dalla ‘buccia’ ispida e pelosa, a maturità avviene una vera e propria serie di reazioni chimiche che rendono il peponide (questo il nome corretto del frutto) pronto a ‘esplodere’ al minimo tocco. Basterà sfiorarlo ed esso lancerà intorno, intorno un liquido denso, acre e venefico, contenente un numero elevato di semi che volano a parecchi metri di distanza, mentre ciò che resta del frutto, per il contraccolpo, sarà quasi sparato dalla parte opposta… anche così si propaga la vita, quella del cocomero asinino in particolare!

Infine… ci è d’obbligo ricordare che il cocomero asinino, o sputaveleno che dir si voglia, è pianta tossica/velenosa e che la mucillagine acre che fuoriesce dai frutti urtati è particolarmente irritante, specie per gli occhi.
Quindi… attenzione agli urti!!!