ZonAmbiente e il "blog verde": un progetto di informazione e comunicazione ambientale

600 399 Zon@Ambiente
  • 0

La crescente sensibilità ambientale che coinvolge strati sempre più numerosi di popolazione ha reso l’informazione e la comunicazione ambientale elementi di fondamentale importanza per tutte quelle Amministrazioni che vogliano realmente lavorare per lo sviluppo sostenibile del territorio.

Con il blog verde di ZonAmbiente, la Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio continua in modo innovativo e al passo con i tempi il lungo percorso di informazione e comunicazione ambientale avviato sin dalla sua istituzione; mette a disposizione di tutti i cittadini le proprie conoscenze e competenze e realizza sul web una piazza virtuale ove incontrarsi e parlare di “temi verdi”, partendo da quelli più comuni che possono interessare e coinvolgere anche le attività del tempo libero come il giardinaggio, le escursioni naturalistiche, la scoperta dei paesaggi rurali più interessanti, la ricerca di piante rare o inusuali e via dicendo…  

 

Ortensia

Ortensia (foto di G.Filippucci e T.Ravagli)

Il blog verde è uno degli obiettivi di un progetto più ampio e articolato che prende appunto il nome di  ZonAmbiente.

Per presentare questo nostro progetto  partiamo da una citazione.

Jurgen Habermas (Beccastrini, Buiatti e Cecchi, 2004) ha scritto: “[…] la specie umana si conserva grazie alle attività socialmente coordinate dei suoi membri […] questo coordinamento deve essere stabilito mediante la comunicazione […]”.

La scelta dello sviluppo sostenibile della società è parte delle attività socialmente organizzate degli esseri umani il cui coordinamento può essere raggiunto tramite la comunicazione ambientale.

Uno stretto legame unisce le due parole al centro di questa riflessione: ambiente e comunicazione; sono termini basati su concetti di natura relazionale, ecologica e reticolare che fondano e uniscono soggetti diversi ponendoli in connessione tra loro.

La Convenzione di Aarhus, “Convenzione sull’accesso all’informazione, sulla partecipazione del pubblico al processo decisionale e sull’accesso alla giustizia in materia ambientale”, afferma che tutte le istituzioni pubbliche che gestiscono monitoraggi ambientali o che, per loro natura giuridica, possono adottare decisioni concernenti l’ambiente, hanno il dovere di fare comunicazione ambientale.

La Convenzione di Aarhus individua il cittadino quale attore principale del processo di cambiamento, necessario per contribuire fattivamente alla promozione dello sviluppo sostenibile.

Le amministrazioni pubbliche – secondo questa Convenzione – assumono l’impegno di coinvolgere il cittadino nei processi decisionali, agevolando ogni iniziativa che gli consenta una partecipazione efficace. Per questo devono attivare azioni di sensibilizzazione e d’informazione.

Per assicurare lo sviluppo della democrazia ambientale, la Convenzione di Aarhus fissa tre settori d’intervento, individuandoli quali strumenti fondamentali per la tutela del diritto di vivere in un ambiente ottimale, raggiungere il benessere e conservare la salute:

  • garantire ai cittadini l’accesso alle informazioni ambientali;
  • favorire la partecipazione dei cittadini alle attività decisionali che possano avere effetti sull’ambiente;
  • estendere le condizioni per l’accesso alla giustizia in tema ambientale.

Lo stato italiano in attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale ha emanato il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre 2005.

Il decreto legislativo stabilisce i principi generali in materia d’informazione ambientale, per:

“a) garantire il diritto d’accesso all’informazione ambientale detenuta dalle autorità pubbliche e stabilire i termini, le condizioni fondamentali e le modalità per il suo esercizio;

b) garantire, ai fini della più ampia trasparenza, che l’informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamente messa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare, l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

Il decreto definisce informazione ambientale “qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente:

  1. lo stato degli elementi dell’ambiente, quali l’aria, l’atmosfera, l’acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali, compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversità biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismi geneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questi elementi;
  2. fattori quali le sostanze, l’energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell’ambiente, che incidono o possono incidere sugli elementi dell’ambiente, individuati al numero 1);
  3. le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonché le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell’ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o le attività finalizzate a proteggere i suddetti elementi;
  4. le relazioni sull’attuazione della legislazione ambientale;
  5. le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesi economiche, usate nell’ambito delle misure e delle attività di cui al numero 3);
  6. lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la contaminazione della catena alimentare, le condizioni della vita umana, il paesaggio, i siti e gli edifici d’interesse culturale, per quanto influenzabili dallo stato degli elementi dell’ambiente di cui al punto 1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui ai punti 2) e 3)”.

Passando dall’informazione alla comunicazione, quella ambientale è una comunicazione di pubblica utilità che si fonda su tre principi fondamentali:

  • è un servizio
  • deve poter promuovere cambiamenti sociali nell’interesse della collettività e dei singoli individui che la compongono
  • deve avere come obiettivo il sostegno di cause ambientali e di sviluppo sociale ed economico sostenibile attraverso un elevato consenso sociale

Per costruire una comunicazione ambientale efficace è essenziale che chi comunica goda della fiducia della collettività a cui è indirizzato il messaggio o che sappia conquistarla attraverso l’eticità dei suoi comportamenti: nella comunicazione ambientale la credibilità della fonte è condizione dell’efficacia comunicativa (Grandi, 2000).

La comunicazione ambientale è dunque indispensabile perché il cittadino:

  • sia partecipe della vita e del progresso del territorio
  • abbia le chiavi di lettura che gli consentano di comprendere le modificazioni necessarie per lo sviluppo economico e sociale sostenibile, quelle da evitare per assicurare la cura della salute della cittadinanza e per valutare ogni impatto paesaggistico in rapporto ai possibili benefici
  • sia autore ed attore principale dello sviluppo sostenibile per sé e per le future generazioni

La comunicazione e l’informazione ambientale sono da annoverare fra le attività di servizio, in cui si può inserire anche la comunicazione culturale, necessarie a migliorare il rapporto etico tra Amministrazioni pubbliche e cittadinanza; costituiscono insieme uno dei settori di maggiore impegno, sia in termini di risorse umane sia economiche. Richiedono persone preparate ed eticamente corrette (riconosciute come tali dalla cittadinanza), in grado di gestire la comunicazione in una logica non di propaganda ma di funzionalità operativa e quindi di servizio pubblico istituzionale, fondamentale per lo sviluppo sostenibile della società.

Da tutte queste considerazioni nasce l’idea di ZonAmbiente, sezione dedicata alla informazione e comunicazione ambientale della Comunità Montana ove mettere in campo ricerche documentarie e conoscenze sui temi ambientali e dello sviluppo sostenibile per renderle disponibili a tutti i cittadini, perché loro stessi diventino artefici di un mondo equo e sostenibile.

L’idea di partenza è mettere in rete:

  • l’esperienza organizzativa e gestionale derivata da oltre 13 anni di attività dello Sportello del Cittadino di Spoleto, le funzioni e le finalità dei Telecentri SIM Integrati – Sportelli del cittadino delle zone montane (realizzati ai sensi e per quanto previsto dalla L. 97/94)
  • gli scopi e le competenze del progetto “Montagne di libri – biblioteche in rete per l’ambiente e il territorio”
  • l’esperienza e le conoscenze della Comunità montana sui temi ambientali
  • la collaborazione tra questa Amministrazione e Legambiente Spoleto nell’ambito della didattica e della comunicazione ambientale sia con l’Aula Verde di Capezzano, sia con il progetto “Montagne di Libri”
  • l’esperienza decennale dell’Aula Verde di Capezzano della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano gestita da Legambiente – Spoleto, quale centro per l’Educazione e la formazione in campo ambientale che fa parte della rete regionale INFEA (Informazione Formazione Educazione Ambientale)
  • l’esperienza e le competenze delle amministrazioni comunali impegnate nella certificazione ambientale ISO 14001/EMAS, perchè il progetto deve essere anche un momento di comunicazione di queste esperienze, dei risultati raggiunti, degli obiettivi che si vogliono e si debbono conseguire, del valore aggiunto per lo sviluppo equo e sostenibile del territorio rappresentato dalle certificazioni ambientali…
  • il “Laboratorio per la diffusione della conoscenza sui diritti, sulle facoltà e sulle tutele per i cittadini”, progetto avviato dalla Provincia di Perugia e rivolto al mondo scolastico, alle istituzioni e alle organizzazioni pubbliche e private, per creare una “rete di comunità” ove confrontare, condividere ed applicare gli stessi linguaggi, le stesse regole operative e di relazione, anche e soprattutto nel rapporto con i cittadini, le specifiche competenze dell’Amministrazione provinciale in materia ambientale

Gli obiettivi sono:

  • realizzare sul web un punto di incontro con tutti gli interessati per parlare di “temi verdi”, anche dei più semplici come il giardinaggio, la conoscenza di particolari specie di piante presenti nel nostro territorio, informazioni sui giardini più belli delle nostre città, consigli per itinerari naturalistici alla scoperta dei paesaggi rurali più interessanti, ecc.
  • realizzare presso le strutture di comunicazione – Sportello del cittadino, Telecentri SIM – una sezione dedicata all’informazione e alla comunicazione ambientale, ove porre a disposizione della collettività informazioni e azioni comunicative per affrontare i principali temi ambientali, specie quelli su cui più direttamente la cittadinanza ha una possibilità concreta di intervenire.
  • mettere a disposizione il know how, cioè il sistema di conoscenze e competenze, delle strutture di comunicazione esistenti e quello degli esperti del settore (partendo dagli esperti già presenti nelle Amministrazioni) per comunicare correttamente i temi ambientali da quelli più semplici e accattivanti a quelli più critici, rispondendo in maniera semplice ed efficace alle domande della cittadinanza
  • assicurare il diritto a una COMUNICAZIONE AMBIENTALE ETICA

Per capire l’attualità del progetto ricordiamo che secondo una ricerca abbastanza recente (anche se precedente ai segnali di rallentamento/recessione economica che ha investito tutto il mondo):

  • il 69% degli italiani è disposto a pagare una bolletta più alta per avere energia pulita e contribuire in tal modo allo sviluppo sostenibile del proprio paese
  • l’energia solare piace e affascina. Ad essa viene associata un’immagine positiva ed è considerata una fonte energetica su cui l’Italia deve puntare nei prossimi anni
  • l’inquinamento dell’aria è uno dei problemi legati all’ambiente e alla salute che spaventa maggiormente i cittadini italiani
  • si avverte una grossa carenza d’informazioni pratiche
  • è assolutamente necessario lavorare per recuperare il gap in tutti i settori in cui si registra la maggiore disinformazione, laddove si avverte maggiormente aria di NIMBY (NIMBY = Not In My Back Yard, non nel mio cortile, denota un tipo di atteggiamento che si ritrova nelle proteste contro opere di interesse pubblico e attività che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sul territorio in cui verranno realizzate – come ad esempio grandi vie di comunicazione, sviluppi insediativi o industriali, inceneritori e centrali termiche, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali nucleari e simili…)

Il Servizio Staff Informatizzazione, Comunicazione e Cultura della Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio

cultura@montimartaniseranosubasio.it