Nome comune: gittaione
Specie: Agrostemma githago L.
Famiglia: CARYOPHYLLACEAE
Si tratta di una pianta, annua, pelosa, alta 30-50 cm, appartenente alla famiglia dei garofani.
Fiorisce da maggio a giugno.
- Ha calice ovale che si prolunga in cinque lacinie, più lunghe dei petali. Questi sono di colore rosa-violetto (ad apice bianco).
- I fusti sono solitari, con foglie lunghe, strette, appuntite e opposte, più o meno unite alla base (connate).
- I semi sono grossi e tubercolati.
Il gittaione appartiene alle così dette ‘malerbe’ del passato, le piante che infestavano le colture cerealicole colorando i campi coltivati.
Tossicità
La pianta è tossica soprattutto per la presenza di un glicoside saponinico detto gittagina: si trova in tracce in tutta la pianta ma ne sono ricchi soprattutto i semi.
Il fieno carico di questa ‘malerba’ può provocare l’avvelenamento specialmente di equini e bovini, mentre i polli ne sembrano immuni.
Curiosità
Il nome del genere fa riferimento alla forma della corolla e deriva dal greco corona del campo: agros=campo e stémma=corona.
Fu introdotta nel nostro continente in epoca preistorica con la coltivazione dei cereali.
I piccoli semi si separano molto difficilmente dalle cariossidi e per questo possono inquinare pericolosamente le farine.
Galleria
Link da Actaplantarum: Agrostemma githago
Descrizione
Si tratta di una pianta alta 60 - 90 cm con lunghi peli grigiastri appressati. Fusti semplici, non ramificati, spesso con diciasi ascellari nella parte superiore. Foglie lineari o lineari-lanceolate di 4-13 cm x 5-10 mm, con nervatura centrale prominente, base leggermente connata e apice acuto.[3]
Peduncolo molto lungo. Tubo calicino di 1,2 - 1,5 cm, villoso sul lato abissale. Denti lunghi 2 - 3 cm. I lobi dei petali (lunghezza 1,4 - 1,8 cm) sono di colore rosa e più corti dei denti del calice. Unghia bianca strettamente cuneata. Lobo rosso scuro, obovato ed emarginato. Stami e stilo sporgenti. Capsula ovoidale di 1,2 - 1,8 cm, leggermente più lunga del calice. Semi neri, ovoidali o reniformi, di 2,5 - 3 mm, con tubercoli acuti prominenti.[3]
Biologia
Fiorisce tra giugno ed agosto, mentre fruttifica da luglio a settembre.[3]
Distribuzione e habitat
L'areale di questa specie si estende dall'Europa sud-orientale attraverso il Caucaso sino all'Iran.[1][4] È una delle cosiddette "malerbe", o piante messicole, che infestano, con i fiordalisi e i papaveri, i campi di grano, dando loro tonalita di colore azzurro, rosso e violetto.[4]
Tassonomia
Esistono tre varietà di questa specie:[5]
- la forma tipica githago
- la varietà a semi grandi macrospermum (Levina) Hammer, presente nei campi cerealicoli europei
- la varietà a semi piccoli linicola (Terech.) K. Hammer, osservata nei campi di lino dell’Europa orientale.
Tossicità
I semi causano ipertensione.[3] Contiene due classi di composti biologicamente attivi principali: le proteine inattivanti i ribosomi (RIP) e le saponine triterpeniche.[6]
Usi
Infusi di radici e semi vengono utilizzati come antielmintici, diuretici, espettoranti, per la costipazione, come stimolanti e per i disordini digestivi.[3]
Note
- 1 2 (EN) Agrostemma githago, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 13 settembre 2023.
- ↑ (EN) James A. Duke, Duke's Handbook of Medicinal Plants of the Bible, CRC Press, 26 dicembre 2007, ISBN 978-0-8493-8203-1. URL consultato il 26 settembre 2025.
- 1 2 3 4 5 (EN) Rainer W. Bussmann, Narel Y. Paniagua-Zambrana e Zaal Kikvidze, Ethnobotany of the Mountain Regions of Eastern Europe: Carpathians, Springer Nature, 23 aprile 2025, ISBN 978-3-031-87802-2. URL consultato il 26 settembre 2025.
- 1 2 Filippo Parlatore, Flora italiana, Tip. Dei Succ. Le Monnier, 1890. URL consultato il 26 settembre 2025.
- ↑ L. G. Firbank, Agrostemma Githago L. (Lychnis Githago (L.) Scop.), in The Journal of Ecology, vol. 76, n. 4, 1988-12, pp. 1232, DOI:10.2307/2260645. URL consultato il 26 settembre 2025.
- ↑ (EN) Aleksander Smakosz, Adam Matkowski e Izabela Nawrot-Hadzik, Phytochemistry and Biological Activities of Agrostemma Genus—A Review, in Plants, vol. 13, n. 12, 17 giugno 2024, pp. 1673, DOI:10.3390/plants13121673. URL consultato il 26 settembre 2025.
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![Agrostemma githago [photo credit: Sarah Gregg | Italy www.flickr.com/photos/100815078@N03/10314311625 Agrostemma githago BS060613-251 via photopin.com]](https://www.montagneaperte.it/ambienteebiodiversita/wp-content/uploads/sites/9/2017/05/10314311625_a563e7fd72_b-agrostemma-githago-photopin-560x560.jpg)
