Gittaione

409 307 Ambiente e Biodiversità
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Nome comune: gittaione
Specie: Agrostemma githago L.

Famiglia: CARYOPHYLLACEAE

Si tratta di una pianta, annua, pelosa, alta 30-50 cm, appartenente alla famiglia dei garofani.
Fiorisce da maggio a giugno.

  • Ha calice ovale che si prolunga in cinque lacinie, più lunghe dei petali. Questi sono di colore rosa-violetto (ad apice bianco).
  • I fusti sono solitari, con foglie lunghe, strette, appuntite e opposte, più o meno unite alla base (connate).
  • I semi sono grossi e tubercolati.

Il gittaione appartiene alle così dette ‘malerbe’ del passato, le piante che infestavano le colture cerealicole colorando i campi coltivati.

Tossicità

La pianta è tossica soprattutto per la presenza di un glicoside saponinico detto gittagina: si trova in tracce in tutta la pianta ma ne sono ricchi soprattutto i semi.
Il fieno carico di questa ‘malerba’ può provocare l’avvelenamento specialmente di equini e bovini, mentre i polli ne sembrano immuni.

Curiosità

Il nome del genere fa riferimento alla forma della corolla e deriva dal greco corona del campo: agros=campo e stémma=corona.
Fu introdotta nel nostro continente in epoca preistorica con la coltivazione dei cereali.
I piccoli semi si separano molto difficilmente dalle cariossidi e per questo possono inquinare pericolosamente le farine.

Logo ActaplantarumLink da Actaplantarum: Agrostemma githago
Wikipedia

Descrizione

Si tratta di una pianta alta 60 - 90 cm con lunghi peli grigiastri appressati. Fusti semplici, non ramificati, spesso con diciasi ascellari nella parte superiore. Foglie lineari o lineari-lanceolate di 4-13 cm x 5-10 mm, con nervatura centrale prominente, base leggermente connata e apice acuto.[3]

Peduncolo molto lungo. Tubo calicino di 1,2 - 1,5 cm, villoso sul lato abissale. Denti lunghi 2 - 3 cm. I lobi dei petali (lunghezza 1,4 - 1,8 cm) sono di colore rosa e più corti dei denti del calice. Unghia bianca strettamente cuneata. Lobo rosso scuro, obovato ed emarginato. Stami e stilo sporgenti. Capsula ovoidale di 1,2 - 1,8 cm, leggermente più lunga del calice. Semi neri, ovoidali o reniformi, di 2,5 - 3 mm, con tubercoli acuti prominenti.[3]

Biologia

Fiorisce tra giugno ed agosto, mentre fruttifica da luglio a settembre.[3]

Distribuzione e habitat

L'areale di questa specie si estende dall'Europa sud-orientale attraverso il Caucaso sino all'Iran.[1][4] È una delle cosiddette "malerbe", o piante messicole, che infestano, con i fiordalisi e i papaveri, i campi di grano, dando loro tonalita di colore azzurro, rosso e violetto.[4]

Tassonomia

Esistono tre varietà di questa specie:[5]

  • la forma tipica githago
  • la varietà a semi grandi macrospermum (Levina) Hammer, presente nei campi cerealicoli europei
  • la varietà a semi piccoli linicola (Terech.) K. Hammer, osservata nei campi di lino dell’Europa orientale.

Tossicità

I semi causano ipertensione.[3] Contiene due classi di composti biologicamente attivi principali: le proteine inattivanti i ribosomi (RIP) e le saponine triterpeniche.[6]

Usi

Infusi di radici e semi vengono utilizzati come antielmintici, diuretici, espettoranti, per la costipazione, come stimolanti e per i disordini digestivi.[3]

Note

  1. 1 2 (EN) Agrostemma githago, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 13 settembre 2023.
  2. (EN) James A. Duke, Duke's Handbook of Medicinal Plants of the Bible, CRC Press, 26 dicembre 2007, ISBN 978-0-8493-8203-1. URL consultato il 26 settembre 2025.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) Rainer W. Bussmann, Narel Y. Paniagua-Zambrana e Zaal Kikvidze, Ethnobotany of the Mountain Regions of Eastern Europe: Carpathians, Springer Nature, 23 aprile 2025, ISBN 978-3-031-87802-2. URL consultato il 26 settembre 2025.
  4. 1 2 Filippo Parlatore, Flora italiana, Tip. Dei Succ. Le Monnier, 1890. URL consultato il 26 settembre 2025.
  5. L. G. Firbank, Agrostemma Githago L. (Lychnis Githago (L.) Scop.), in The Journal of Ecology, vol. 76, n. 4, 1988-12, pp. 1232, DOI:10.2307/2260645. URL consultato il 26 settembre 2025.
  6. (EN) Aleksander Smakosz, Adam Matkowski e Izabela Nawrot-Hadzik, Phytochemistry and Biological Activities of Agrostemma Genus—A Review, in Plants, vol. 13, n. 12, 17 giugno 2024, pp. 1673, DOI:10.3390/plants13121673. URL consultato il 26 settembre 2025.

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