{"id":10820,"date":"2016-10-04T11:05:41","date_gmt":"2016-10-04T09:05:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.montagneaperte.it\/ambienteebiodiversita\/nomenclatura-scientifica-alcune-importanti-indicazioni\/"},"modified":"2020-06-25T11:34:56","modified_gmt":"2020-06-25T09:34:56","slug":"nomenclatura-scientifica-alcune-importanti-indicazioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.montagneaperte.it\/ambienteebiodiversita\/nomenclatura-scientifica-alcune-importanti-indicazioni\/","title":{"rendered":"Nomenclatura scientifica &#8211; alcune importanti indicazioni"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column]<div class=\"grve-element grve-dropcap\" style=\"\"><p><span class=\"grve-style-1 grve-bg-primary-1\">L<\/span>a nomenclatura binomia o binomiale \u00e8 una convenzione utilizzata dai sistematici di varie scienze (zoologi, botanici, paleontologi&#8230;) per conferire in maniera univoca e comprensibile in tutto il mondo (specialmente, ovviamente, in ambito scientifico) il nome a una specie.<\/p><\/div>[vc_column_text]Come suggeriscono i termini binomia\/binomiale, il nome scientifico di una specie viene coniato dalla combinazione di due nomi:<\/p>\n<ul>\n<li>il nome del <strong>genere<\/strong> (a cui, evidentemente quella determinata specie appartiene). Il nome del genere (nome generico) \u00e8 il primo termine riportato nella nomenclatura scientifica; si scrive sempre con l&#8217;iniziale maiuscola<\/li>\n<li>il nome della <strong>specie<\/strong> (che deve caratterizzare e distinguere quella specie dalle altre appartenenti allo stesso genere) \u00e8 il secondo termine del nome (nome specifico); viene scritto in minuscolo<\/li>\n<\/ul>\n<p>Entrambi i nomi vanno riportati in corsivo (ad esempio <em>Calendula officinalis<\/em>).<br \/>\nNei testi scientifici, quando il genere \u00e8 stato precedentemente trattato o quando sono state gi\u00e0 elencate le specie di quel genere, si usa abbreviare il nome generico semplicemente con la sua lettera iniziale &#8216;puntata&#8217;, seguita dal nome specifico riportato, invece, sempre per esteso (esempio <em>C. officinalis<\/em>); in ogni caso, il nome generico non deve mai essere omesso.<\/p>\n<p>Dopo il nome scientifico si riporta, per esteso o abbreviato secondo convenzioni internazionali, mal&#8217;abbreviazione vale solo nella sistematica botanica, il nome dell&#8217;autore, esempio Linnaeus (abbreviato con L.) seguito (specialmente in zoologia) dall&#8217;anno della pubblicazione della classificazione cos\u00ec accettata dalla comunit\u00e0 scientifica di settore. Talvolta, nei testi scientifici, autore e data si trovano tra parentesi, questo sta ad indicare che si tratta di autore e data\u00a0della prima classificazione riconosciuta, superata da nuove classificazioni.<\/p>\n<p>Il nome dell&#8217;autore non \u00e8 mai in corsivo:\u00a0<strong><em>Calendula officinalis\u00a0<\/em>L.,\u00a0 <em>Balaena mysticetus &#8211;<\/em><b> Linnaeus, 1758<\/b><\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"grve-element grve-dropcap\" style=\"\"><p><span class=\"grve-style-1 grve-bg-primary-1\">P<\/span>erch\u00e9 \u00e8 importante usare il sistema di nomenclatura scientifica o binomiale&#8230;<\/p><\/div>[vc_column_text]<\/p>\n<ul>\n<li>Per la semplicit\u00e0 d&#8217;uso<\/li>\n<li>perch\u00e9 lo stesso nome \u00e8 valido in tutte le lingue, evitando cos\u00ec possibili difficolt\u00e0 di traduzione<\/li>\n<li>perch\u00e9 ogni specie \u00e8 identificata da due sole parole<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il sistema della nomenclatura binomia o binomiale \u00e8 dovuto all&#8217;intuizione geniale di Carl von Linn\u00e9 (in Italia conosciuto come Linneo, nelle pubblicazioni scientifiche riportato come autore di classificazioni come Linnaeus), che lo introdusse a partire dal 1735.<br \/>\nA livello internazionale questo sistema \u00e8 stato riconosciuto e adottato ufficialmente in botanica dal 1753, in zoologia dal 1758, ma, ad esempio, in batteriologia solo dal 1980.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"grve-element grve-dropcap\" style=\"\"><p><span class=\"grve-style-1 grve-bg-primary-1\">Q<\/span>uali sono gli svantaggi di usare il sistema della nomenclatura scientifica o binomiale&#8230;<\/p><\/div>[vc_column_text]Lo svantaggio principale \u00e8 che il continuo sviluppo della ricerca in campo sistematico, a maggior ragione in tempi recenti con l&#8217;introduzione e la diffusione degli studi genetici applicati anche alla determinazione delle diverse specie viventi, ha comportato, comporta e certamente comporter\u00e0 anche in futuro frequenti cambiamenti nell&#8217;assegnazione delle varie specie a generi diversi ma anche a specie differenti, anche con l&#8217;individuazione di nuove specie e nuovi generi (e anche con la soppressione di vecchi).<br \/>\nEvidentemente, per quanto sopra detto, ogni volta che avvengono queste modifiche il nome deve essere cambiato (in tutto &#8211; nome generico e nome scientifico &#8211; o in parte).<br \/>\nPer tale motivo, nel tempo, e anche nel breve volgere di periodi talvolta relativamente ridotti, una stessa specie pu\u00f2 adottare nomi diversi, o anche avere nel tempo una serie di nomi differenti che dipendono dalle diverse teorie scientifiche in circolazione.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"grve-element grve-dropcap\" style=\"\"><p><span class=\"grve-style-1 grve-bg-primary-1\">E<\/span>RGO?<\/p><\/div>[vc_column_text]Tutto questo ci deve far capire quanto sia difficile mantenere aggiornati i termini scientifici, specialmente nel campo della divulgazione e della didattica ambientale.<\/p>\n<p>Ma ci fa anche comprendere che trovare un nome scientifico (generico e\/o di specie) non pi\u00f9 in uso o superato, spesso \u00e8 dovuto semplicemente ad aggiornamenti degli studi, inizialmente pubblicati solo a livello estremamente settoriale e specialistico e solo in un secondo tempo divulgati su larga scala (nuove pubblicazioni divulgative, divulgazione via web&#8230;).<\/p>\n<p>Quindi&#8230; <em><strong>per l&#8217;aggiornamento dei nomi spesso deve intercorrere un tempo sufficiente affinch\u00e9 quel nome sia accettato ed entri nell&#8217;uso comune della comunicazione ambientale<\/strong><\/em>&#8230;[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"grve-element grve-dropcap\" style=\"\"><p><span class=\"grve-style-1 grve-bg-primary-1\">L<\/span>e procedure associate alla nomenclatura binomiale cercano in ogni modo di ridurre l&#8217;instabilit\u00e0&#8230;<\/p><\/div>[vc_column_text]In particolare, quando, per vari motivi, le specie vengono trasferite da un genere a un altro, se \u00e8 possibile, viene conservato lo stesso nome specifico, ma cambia inevitabilmente quello generico.<\/p>\n<p>Analogamente, se delle specie che un tempo erano considerate distinte sono poi &#8216;declassate&#8217; a rango di sottospecie della stessa specie, i loro termini specifici vengono spostati a termini sottospecifici, passando dalla nomenclatura binomiale a quella trinomiale (esempio per la botanica <em>Pinus nigra<\/em> subsp. <em>salzmannii<\/em>).[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column]<div class=\"grve-element grve-dropcap\" style=\"\"><p><span class=\"grve-style-1 grve-bg-primary-1\">N<\/span>omenclatura trinomiale o trinomia<\/p><\/div>[vc_column_text]ZOOLOGIA &#8211; La pi\u00f9 semplice forma di nomenclatura trinomiale si usa in zoologia, dove si tende a utilizzare (e quindi a elencare nelle comunicazioni) direttamente le sottospecie. In questo caso al nome del genere e della specie si aggiunge il nome sottospecifico, usando sempre il corsivo: <em>Corvus corone cornix<\/em> \u2013 Linnaeus, 1758<\/p>\n<p>BOTANICA &#8211; In botanica \u00e8 necessario che la sottospecie venga ben evidenziata in quanto tale:\u00a0<em>Pinus nigra<\/em> J. F. Arnold subsp. <em>salzmannii<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Come suggeriscono i termini binomia\/binomiale, il nome scientifico di una specie viene coniato dalla combinazione di due nomi: il nome del genere (a cui, evidentemente quella determinata specie appartiene). 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