Trevi, MOST, GIOCHI ANTICHI: ‘Il gioco del pallone’

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UN POST DEL MOST – Museo Online della Storia di Trevi

Oggi andiamo ai tempi in cui a Trevi si giocava al ‘Gioco del Pallone’…

Parliamo di un gioco, ora quasi ovunque scomparso, che era molto in voga tra ‘700 e ‘800, tanto da essere celebrato in una delle più note poesie di Leopardi.
Si giocava con una sorta di racchettone di legno da indossare al polso, chiamato ‘bracciale’, che serviva per colpire la palla. Il gioco, che avveniva tra due squadre avversarie, necessitava di un muro che facesse da sponda.
Perché ne parliamo oggi??? Perché 200 anni fa esatti, l’8 gennaio 1821, il perito folignate Paolo Campili firmava il progetto per l”Ordinanza per il sito del dilettevole Gioco del Pallone da effettuarsi nell’Illustrissima Città di Trevi’.
Il progetto gli era stato ordinato l’anno precedente dal Consiglio cittadino, a cui era seguito un sopralluogo sul posto il 20 settembre 1820.
In pratica, l’idea era quella di sbancare e terrazzare l’angolo Nord-Ovest di Piazza Garibaldi (all’epoca ancora Piazza del Mercato), riutilizzando le mura medievali per il suddetto muro di sponda. I lavori avrebbero richiesto anche la costruzione di diverse strutture di accesso e contenimento, oltre alla demolizione di una torre (oggi ‘casa Isoppo’).
La struttura si sarebbe estesa per circa 90 metri di lunghezza e 25 di larghezza, con una superficie comprensiva di scalinata di accesso a doppia rampa e una piccola tribuna per gli spettatori d’onore, riservati ai membri del Consiglio comunale. Oggi l’area coinciderebbe con quella dei tavoli all’esterno della Pizzeria ‘La Casareccia’ […] e l’accesso dal parcheggio di Via Sotto il Monte alla Taverna del Piano.
Questa strada (nota oggi anche come ‘la corta’) avrebbe sfilato lungo il lato est dell’impianto sportivo, dato che all’epoca passava rettilinea esattamente nel punto dove è costruito oggi lo chalet.
Il progetto non fu mai realizzato e si può capire bene il perché.
Secondo la stima del Campili, infatti, il costo dell’intero progetto sarebbe stato di 1923,0911 scudi pari ad almeno 50mila euro di oggi.
Una parte significativa del costo, sarebbe stata dovuta allo sbancamento di quasi 6000 metri cubi di terreno e al trasporto dei detriti a un centinaio di metri di distanza. Nel 1821, il Comune di Trevi versava finanziariamente in uno stato devastato dalle turbolenze del periodo Napoleonico e dagli effetti a lungo termine dell’alluvione del 1801.
Anzi, è sorprendente che il Consiglio comunale ebbe questo encomiabile (e certamente utopistico) spirito d’iniziativa.
I trevani, allora, continuarono gratuitamente a utilizzare le mura di Piazza Garibaldi, senza realizzare uno stadio apposito. Nel 1840, si decise di demolire una delle torri che davano sulla piazza e di intonacare le mura, per aumentare la superficie ‘liscia’ ove far rimbalzare la palla.
Malgrado il Gioco del Pallone sia entrato presto in disuso, è davvero interessante come quell’angolo della Piazza, tra partite di calcio e di tennis, sia rimasto fino ad epoca molto recente il luogo dello sport per i trevani.
Ora, quando prenderete la prossima pallonata in faccia dai ragazzini che giocano più o meno nello stesso punto, pensate ai vostri antenati che subivano colpi del tutto analoghi e non vi arrabbiate…
Su questo tema, c’è un articolo molto interessante scritto da Elena Coletti nel volume miscellaneo su Piazza Garibaldi, edito dal compianto Gruppo di Storia Locale (Α 2013 – Ω 2015), nel 2014.
Le ricostruzioni sono a firma del gestore di questa pagina mentre l’originale dell’Ordinanza del Campili è conservato presso l’Archivio Storico Comunale nel Museo di San Francesco [a Trevi].
Per avere un’idea di come si giocava, invece, date uno sguardo a questo video, girato da chi con il ‘Pallone a bracciale’ si diverte ancora: https://www.youtube.com/watch?v=fpbdc0AUPa8

Le immagini sono frutto di elaborazioni e ricostruzioni di Stefano Bordoni e sono tratte da un post del MOST
Un post a cura di Stefano Bordoni, archeologo, redattore del MOST
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