Trevi: sorgenti, fonti storiche e… l’acquedotto medievale

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Questa ricerca è stata curata da Giampaolo Filippucci e Tiziana Ravagli con Franco Spellani, Alvaro Paggi e la collaborazione di Lucia Bertoglio.
Le restituzioni cartografiche pubblicate in questo post sono state curate da Tiziana Ravagli, Danilo Rapastella, Giampaolo Filippucci.

Nel 2015 (circa) Bernardino Sperandio, sindaco del Comune di Trevi, nell’ambito delle attività del gruppo di lavoro per la storia locale (di cui ha avviato i lavori con il coordinamento e la collaborazione di Nello Calandri, prematuramente scomparso, e di Daniela Rapastella, funzionaria P.O. del Comune di Trevi, Responsabile della Segreteria e allora anche dell’Ufficio Cultura), incaricò il nostro team di occuparsi di sorgenti e fonti storiche presenti nel territorio collinare e montano comunale. L’idea era quella di inserire questo argomento in uno dei quaderni di storia che il Comune aveva in mente di pubblicare in progress. Il primo, DA PIAZZA DEL LAGO A PIAZZA GARIBALDI, fu presentato il 7 ottobre 2014…

Come spesso ci accade, abbiamo iniziato presto a lavorare su questo nuovo argomento, per noi particolarmente coinvolgente trattando di acque, di indagini in recessi remoti, di confronti tra cartografie antiche e moderne…
Abbiamo così avviato ricerche storiche (piuttosto difficili per carenza di informazioni sul tema specifico e considerando anche che l’archivio comunale di Trevi è stato a lungo indisponibile); abbiamo ottenuto dati dalle informazioni che sono reperibili (a saperle ben leggere) nella cartografia catastale (a partire dal Gregoriano e dai brogliardi collegati) e in quella topografica (tavolette IGM ecc.).
Infine, sulla base dei riscontri cartografici e dei dati storici, abbiamo girato il Comune in lungo e in largo, intervistando tanti abitanti delle diverse frazioni e località che arricchiscono di interesse e di storie il panorama del territorio trevano.
Abbiamo geolocalizzato, e quindi cartografato e registrato, tutte le sorgenti e le fonti storiche che siamo riusciti a individuare; alcune di queste non esistono più se non nella memoria o nella storia, altre sono ormai ridotte a poche gocce di acqua che scaturiscono dal terreno solo in occasione di piogge importanti.
In questa impegnativa attività di studi e ricerche ci è stato di grandissimo aiuto consultare il volume fondamentale quando si parla di storia di Trevi: l”Historia universale dello Stato temporale ed ecclesiastico di Trevi 1745′, di Durastante Natalucci, che il lavoro incredibile di Carlo Zenobi e Franco Spellani ha reso nella disponibilità di tutti gli appassionati di storia locale.
L’altro aiuto fondamentale ci è arrivato, e non poteva essere altrimenti, direttamente da Franco Spellani, che per questa sua partecipazione al progetto è a pieno titolo uno dei coautori del lavoro.
Il più di questa ricerca è ormai compiuto (anche se con il tempo cercheremo sicuramente di arricchirla, ad esempio consultando le fonti archivistiche); poiché il Comune non ha più dato seguito all’idea di pubblicarla in uno dei suoi quaderni storici, abbiamo deciso di renderla disponibile nelle pagine di MontagneAperte ora che il network web è curato direttamente dalla nostra nuova associazione: una associazione nata anche per proseguire questi studi dedicati all’ambiente, al paesaggio, alla storia locale.
Alla fine di questa introduzione vogliamo rivolgere un ringraziamento speciale alla dottoressa Lucia Bertoglio, che ci supporta sempre con la sua competenza e la sua meravigliosa cultura in queste nostre ‘avventure’.
Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo, infine, a tanti abitanti delle frazioni di Trevi che con le loro preziose informazioni ci hanno aiutato (e continuano ancora a farlo) in queste ricerche: senza la loro collaborazione molte sorgenti e fonti storiche di questo territorio sarebbero rimaste solo nei ricordi, senza una (più o meno) precisa individuazione sul terreno, e molti dati si sarebbero, probabilmente, persi per sempre…

Trevi: sorgenti e fonti storiche... la mappa e le schede

Nota bene: cliccando su ciascuno dei segnalini potrai accedere alla relativa scheda… buona lettura!

TIPOLOGIA PUNTI D'ACQUA: LEGENDA

Brevi descrizioni delle diverse tipologie di ‘punti d’acqua’ che abbiamo rilevato con questo progetto.

TIPOLOGIADESCRIZIONE
CISTERNACostruzione, generalmente seminterrata o completamente interrata, nella quale si raccoglie (e si conserva) l’acqua; si tratta in genere di acqua piovana caduta su una superficie di raccolta e condottata alla cisterna tramite collettori vari [www.archeologiadelsottosuolo.com]
CISTERNA APERTAStruttura realizzata per la raccolta dell'acqua piovana (o più raramente sorgiva), in genere più profonda che ampia, aperta in alto. Attualmente o comunque in tempi recenti solitamente è realizzata in cemento, nei tempi antichi presentava spesso una struttura portante in mattoni, ben intonacata per assicurarne l'impermeabilizzazione, ovvero la vasca era rivestita di murature sigillate con malte robuste [www.archeologiadelsottosuolo.com]. Si distingue dalle trosce per la forma (più profonda che ampia) e in generale per la superficie inferiore
FONTANAOpera realizzata per consentire il prelievo e l'uso dell'acqua proveniente direttamente da acquedotto o sorgente
POZZOScavo ad asse verticale, a sezione per lo più circolare, effettuato nel terreno per raggiungere gli strati acquiferi sottostanti, da cui attingere l’acqua [definizione tratta da www.treccani.it/vocabolario]. I pozzi possono essere incamiciati con pietrame, ciottoli, conci, mattoni, o apposite forme curve in cotto legate tra loro con grappe o strisce di piombo www.archeologiadelsottosuolo.com]
POZZO CONSERVANel caso del pozzo conserva siamo di fronte a una cisterna interrata (o seminterrata), ma che fuori terra si presenta con l'aspetto di un pozzo. Questa struttura era realizzata per facilitare l'uso delle acque che vi venivano raccolte (soprattutto acque piovane provenienti dai tetti, ma talora anche acque raccolte da stradine, aie o comunque dagli intorni dell'opera)
SORGENTE PERENNEPunto o area (sorgiva) in cui l'acqua scaturisce all'aperto da una vena sotterranea tutto l’anno, con portate che possono comunque variare con il variare delle stagioni e degli apporti pluviali/nivali
SORGENTE A CARATTERE TEMPORANEOPunto o area (sorgiva) in cui l'acqua scaturisce all'aperto da una vena sotterranea a carattere stagionale, con possibili periodi completamente asciutti
SORGENTE CON OPERA DI CAPTAZIONEManufatto realizzato per captare l'acqua sorgiva (sia puntiforme sia a sviluppo areale); in presenza di opere di particolare fattura, si segnalano anche le tipologie dei manufatti realizzati per la captazione
TROSCIAPiccolo invaso scavato nel terreno e impermeabilizzato generalmente con terra, guaina o cemento. Usualmente è realizzato in ambiente montano per uso zootecnico (abbeveraggio di animali al pascolo), più recentemente convertito anche ad uso antincendio boschivo
L'antico acquedotto di Trevi

Un lavoro sulle fonti storiche e sulle sorgenti di Trevi non può che iniziare con (almeno) un breve cenno sull’acquedotto medievale che un tempo raccoglieva le acque di alcune di quelle meravigliose ‘fontane di acqua viva’… E come ogni racconto che si rispetti anche il nostro non può che iniziare dicendo… c’era un tempo un magnifico acquedotto, così antico che nei documenti scritti non si trova traccia della data iniziale della sua realizzazione…

In ‘L’Acquedotto Medievale di Trevi’ (O. Stefanucci, 2000), l’autore fa risalire questa opera alla metà del XIII secolo e ipotizza che possa essere coeva all’ampliamento delle mura urbiche, fino all’arco della Piaggia, avvenuto intorno all’anno 1250.
L’acquedotto, lungo circa quattro chilometri, si originava dalle acque della sorgente di Fulcione, a monte di Pigge. Costeggiava i colli, quasi mantenendosi in piano, con una pendenza media del 2,5% e una portata in morbida di almeno 10 l/sec. Prima di giungere al borghetto di Alvanischio, recepiva le acque del Cupo, sorgente captata presso la chiesa di Sant’Arcangelo. Alla confluenza tra le derivazioni delle due sorgenti vi era un fontanile che serviva sia agli uomini, sia per abbeverare il bestiame.
Presso il fosso dei Cappuccini, riceveva le acque di una terza sorgente, detta del ‘Poggio’, che nasce poco a valle di Costa San Paolo. In zona vicina alla ex chiesa di Santa Caterina (di cui oggi si può ammirare il bell’affresco della parete di fondo grazie a un sapiente restauro), nel condotto principale confluivano anche le acque di altre sorgenti, tra cui quella di ‘Veruli’, del ‘Salcio’ e de ‘la Renacciola’. Queste due ultime, in particolare, erano conduttate con un percorso che scendeva lungo la strada delle Coste. A valle della chiesa di Santa Caterina tutte queste acque venivano raccolte in una grande conserva sotterranea. Da questa, in origine, giungevano, con tubi di piombo, alla cisterna della città. Solo in epoca più tarda, s’iniziò a distribuirla in più cisterne, dislocate in vari altri punti di Trevi e in particolare nei palazzi delle famiglie più importanti.
L’opera fu oggetto di restauri conservativi e modifiche in varie epoche successive. Assolse alla sua funzione sin dopo la seconda guerra mondiale. Questo acquedotto, ormai completamente abbandonato, è per taluni tratti, purtroppo, andato distrutto. Per certe porzioni il percorso è ancora ispezionabile, ma ovviamente è assolutamente sconsigliabile per pericolo di crolli e franamenti. Nella porzione finale della Vicinale dei Condotti, ad esempio, è interessato da una rotazione dovuta alla spinta del terreno che ne rende impossibile, e in ogni caso improponibile per motivi di sicurezza, l’accesso. Il condotto si presenta con una larghezza media, espressa in centimetri, di circa 35-40 al fondo, di 65 alla base della volta, per un’altezza di 140 circa.

I segnalini coincidono con alcuni dei punti in cui il vecchio condotto è ben visibile, spesso, purtroppo per crolli della volta…

Trevi, le trosce

Abbiamo iniziato a censire anche i piccoli invasi scavati nel terreno e impermeabilizzati, generalmente con terra, guaina o cemento. Si tratta di opere usualmente (e potremmo anche aggiungere storicamente) realizzate in ambiente montano per uso zootecnico (abbeveraggio di animali al pascolo); più recentemente alcune di queste son state convertite (anche grazie a specifici finanziamenti regionali) ad uso antincendio boschivo.

PER SAPERNE DI PIÙ... SU CARTA (CENNI DI BIBLIOGRAFIA)
  • D. Natalucci, Historia universale dello stato temporale ed eclesiastico di Trevi 1745, C. Zenobi (a cura di), F. Spellani (con la collaborazione di), Edizioni dell’Arquata, Foligno 1985
  • T. Ravagli, G. Filippucci, A. Paggi, D. Rapastella (a cura di), Album e Mostrambiente di TreviAmbiente, Comune di Trevi, GAL Valle Umbra e Sibillini, edizione 2015
  • T. Ravagli, G. Filippucci, Trevi quattro passi tra storia e natura. Itinerari in collina e montagna, Associazione Pro Trevi, Club Alpino Italiano – Sezione di Foligno, Dimensione Grafica, Spello 1998.
  • Catasto Piano-Gregoriano, Mappe di Trevi e relativi Brogliardi, rilevamento 1819 – Le Mappe ci sono state gentilmente messe a disposizione dal Consorzio della Bonificazione Umbra di Spoleto, i Brogliardi (registri o sommarioni dei proprietari) sono stati consultati presso l’Archivio di Stato di Foligno
  • Istituto Geografico Militare, Carta Topografica d’Italia, scala 1:25.000, Foglio n. 131 Foligno, Quadrante I SO, Firenze edizione 1965 ***
PER SAPERNE DI PIÙ... CONSULTANDO IL WEB (CENNI DI SITOGRAFIA)
Ancora grazie a...
  • Comunanza Agraria di Pigge
  • Comunanza Agraria – Università Agraria di Coste
  • Raimondo Baldoni
  • Claudio Casciari
  • Giuseppe Cocco (a seguito della sua scomparsa, vogliamo cogliere questa occasione non solo per ricordarlo e ricordare il contributo che ci ha assicurato anche in questa ricerca ma anche per estendere il nostro particolare ringraziamento ai suoi familiari)
  • Elena Coletti
  • Maria Romana Picuti
  • Giuseppe Zenobi

AVVERTENZE: le acque di queste fonti storiche e delle varie sorgenti censite con questo lavoro, salvo casi particolari, come ad esempio quelle gestite dagli Enti e dalle Amministrazioni a ciò deputati, per questo adeguatamente certificate, DEVONO INTENDERSI NON POTABILI. La potabilità delle acque deve infatti essere puntualmente documentata e attestata da analisi garantite dalle Istituzioni preposte che le ripetono e le validano nel tempo. In assenza di queste indagini chimiche, fisiche, batteriologiche ecc. e delle relative certificazioni l'acqua non può essere definita per uso idropotabile!!! Per tutto ciò il censimento ha il solo obiettivo della ricerca storica, spetta alle Istituzioni preposte certificare la potabilità delle acque e i relativi usi consentiti!!! Si declina ogni responsabilità nel merito.

Le coordinate sono state rilevate con GPS Garmin Montana 650T e con apposite App per il sistema Android.

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