{"id":8403,"date":"2016-11-28T18:10:04","date_gmt":"2016-11-28T17:10:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.montagneaperte.it\/itinerarieluoghi\/?p=8403"},"modified":"2016-11-28T18:11:35","modified_gmt":"2016-11-28T17:11:35","slug":"pizza-sottu-lu-focu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.montagneaperte.it\/itinerarieluoghi\/pizza-sottu-lu-focu\/","title":{"rendered":"Pizza sottu lu focu"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column]<div class=\"grve-element grve-dropcap\" style=\"\"><p><span class=\"grve-style-2 grve-bg-primary-1\">A<\/span>nche questa \u00e8 una ricetta ove gli ingredienti della cucina si uniscono a tradizioni molto antiche&#8230;<\/p><\/div>[vc_column_text]Sulla spianatoia si lavora 1\/2 kg di farina (inizialmente messa a fontana), 1 pizzico di sale, poco olio extravergine d&#8217;oliva &#8211; ma in origine si usava lo strutto &#8211; con il lievito naturale di pane (o in sostituzione lievito di birra), fino ad ottenere una pasta piuttosto morbida, che si lascia lievitare q.b.<br \/>\nA lievitazione ultimata, si stende con il matterello una sfoglia di 1-2 cm di spessore, che si lascia riposare per altri 10 minuti circa.<br \/>\nNel frattempo, con uno scopetto di saggina si pulisce bene il piano di cottura del focolare, precedentemente infuocato, sul quale si andr\u00e0 ad appoggiare la pizza.<br \/>\nDopo alcuni minuti, quando sulla superficie a contatto con il piano del focolare si \u00e8 formata una croccante crosticina, la pizza \u00e8 girata, con gesto rapido e preciso per non bruciarsi le mani.<br \/>\nPer ultimarne la cottura, viene coperta con della brace, interponendo uno strato di cenere calda.[\/vc_column_text]<div class=\"grve-element grve-dropcap\" style=\"\"><p><span class=\"grve-style-2 grve-bg-primary-1\">D<\/span>i questa ricetta esistono alcune varianti: in una, ad esempio, all&#8217;impasto iniziale si aggiunge del pecorino grattugiato e l&#8217;olio \u00e8 sostituito dalla salsiccia fresca, sbriciolata.<br \/>\nNelle ricette pi\u00f9 antiche, al posto dell&#8217;olio e della salsiccia si usavano lo strutto o &#8220;gli sfrizzoli&#8221;, ottenuti dalla lavorazione dello strutto.<br \/>\nVi \u00e8 anche una variante con uva sultanina e anice, che era cucinata soprattutto per la ricorrenza della &#8220;venuta&#8221; della Madonna (9 dicembre, data in cui, secondo la tradizione cattolica, si \u00e8 compiuta la traslazione della santa Casa di Loreto dalla Terra Santa).<br \/>\nIn quell&#8217;occasione, si usava anche accendere grossi fal\u00f2 sulle aie o lungo le strade e sparare a salve con il fucile, per salutare il passaggio della Madonna nel suo cammino verso Loreto.<\/p><\/div><blockquote class=\"grve-element\" style=\"\"><p>Tutto questo ci \u00e8 stato gentilmente raccontato dalla signora Enedina Lucidi di Spello (il racconto \u00e8 stato raccolto da Giampaolo Filippucci e Tiziana Ravagli).<\/p><\/blockquote>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Sulla spianatoia si lavora 1\/2 kg di farina (inizialmente messa a fontana), 1 pizzico di sale, poco olio extravergine d&#8217;oliva &#8211; ma in origine si usava lo strutto &#8211; con il lievito naturale di pane (o in sostituzione lievito di birra), fino ad ottenere una pasta piuttosto morbida, che si lascia lievitare q.b. 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