Nella P.A. il software libero ha la priorità: per legge la Pubblica Amministrazione è tenuta a valutare e a scegliere software open source ovunque possibile

196 320 Zon@Ambiente
  • 0

logo opensourceSu www.binarioetico.org abbiamo letto un interessante post, a sua volta ripreso da un articolo di Simone Aliprandi pubblicato su ApogeoOnline.

Sorpresa: la Pubblica Amministrazione è formalmente tenuta a scegliere software open source ovunque possibile.

Per capirci di più riportiamo un pezzo dell’articolo citato:

“[…] La sorpresa consiste in una serie di modifiche all’articolo 68 del Codice dell’amministrazione digitale (grazie alla quale, per solenne e autorevole legge dello Stato, le pubbliche amministrazioni italiane, quando acquisiscono o adottano software, sono tenute ad effettuare una valutazione comparativa (di tipo tecnico ed economico) che dia la precedenza a soluzioni open source rispetto a prodotti proprietari.

[…] [l’]intervento legislativo deriva dalla legge 134 del 7 agosto scorso che ha convertito il decreto legge 83/2012 recante misure urgenti per la crescita del Paese e comunemente chiamato decreto sviluppo; perché in fondo è proprio di crescita del Paese e di sviluppo che si parla. Non è solo una questione di principio, per smanettoni idealisti e un po’ naif; l’open source è una leva strategica che può concorrere alla crescita del paese, ad una innovazione sostenibile e – perché no? – anche ad una riduzione della spesa pubblica.”

Dopo la pubblicazione dell’articolo sopra riportato, in effetti il legislatore – per iniziativa del Governo Monti – ha predisposto un’ulteriore modifica al medesimo art. 68 CAD, ad opera questa volta dell’art. 9 bis D.L. 179 del 18 ottobre 2012, così come convertito con modificazione nella Legge 221 del 17 dicembre 2012 (pubblicata in G.U. n. 294 del 18.10.2012, S.O. n. 208), recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”.

Cosa dice, in definitiva, oggi l’art. 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale modificato in forza dell’art. 9 bis ult. cit. (rubricato “Acquisizione di software da parte della pubblica amministrazione”)?

Lo riportiamo:

Articolo 68.

Analisi comparativa delle soluzioni.

1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software fruibile in modalità cloud computing;

e) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso;

f) software combinazione delle precedenti soluzioni.

1-bis.A tal fine, le pubbliche amministrazioni prima di procedere all’acquisto, secondo le procedure di cui al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, effettuano una valutazione comparativa delle diverse soluzioni disponibili sulla base dei seguenti criteri:

a) costo complessivo del programma o soluzione quale costo di acquisto, di implementazione, di mantenimento e supporto; 

b) livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard in grado di assicurare l’interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione;

c) garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza,conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali, livelli di servizio tenuto conto della tipologia di software acquisito. 

1-ter Ove dalla valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamente l’impossibilità di accedere a soluzioni già disponibili all’interno della pubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, è consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma è effettuata secondo le modalità e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circa il loro rispetto.

  • Ergo, a noi sembra pertanto che: la Pubblica Amministrazione può scegliere per le proprie procedure e per lo svolgimento dei propri uffici il SW proprietario, quello per intenderci di cui si acquista a pagamento la licenza d’uso, solo nel caso comprovato che non esista SW libero e Open Source per svolgere le stesse funzioni con simile risultato finale (o le altre soluzioni contemplate ai commi a, b, d).
  • Il nuovo articolato, introduce, inoltre, il modernissimo software fruibile in modalità cloud computing (comma d) ed evidenzia l’importanza del riuso e dell’acquisizione di SW già prodotto per la P.A. (commi a, b), noi speriamo e crediamo con l’obiettivo concreto di assicurare che l’investimento di un soggetto sia fruibile a costi accessibili ad altri soggetti istituzionali, magari meno ricchi

Pur evidenziando che questa nuova scrittura è meno OPEN di quella citata nell’articolo pubblicato su ApogeoOnline [che riportiamo a fondo pagina*], auspichiamo che finalmente in tutta la Pubblica Amministrazione si inizi a ragionare in termini di SW libero e Open Source, investendo non più sulle licenze d’uso bensì sulla formazione del personale  e quindi che a questa legge seguano bei fatti!

  • La Comunità Montana da anni investe nel SW libero e Open Source, come dimostrano i vari siti/portali realizzati/gestiti dall’Ente, tra tutti il blog verde di Zon@Ambiente, e, in particolare, il portale MontagneAperte.it  che è un bell’esempio, molto attuale e dinamico, di questi anni di lavoro!

MONTAGNEAPERTE 2.0

[*Testo dell’ultimo comma dell’art. 68 del CAD come definito dalla  legge 134 del 7 agosto scorso che ha convertito il decreto legge 83/2012 – formulazione oggi sostituita dal comma 1ter, riportato in narrativa:

“Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilità di accedere a soluzioni open source o già sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, è consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso. La valutazione di cui al presente comma è effettuata secondo le modalità e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circa il loro rispetto”.]

Preferenze sulla Privacy

Quando visitate il nostro sito web, esso può memorizzare informazioni attraverso il vostro browser da servizi specifici, di solito sotto forma di cookie. Qui puoi modificare le tue preferenze sulla Privacy. Vale la pena notare che il blocco di alcuni tipi di cookie può influire sulla vostra esperienza sul nostro sito web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Clicca per abilitare/disabilitare Google Analytics tracking code
Clicca per abilitare/disabilitare Google Fonts
Clicca per abilitare/disabilitare Google Maps
Clicca per abilitare/disabilitare video embeds
Il nostro sito web utilizza i cookie, principalmente da servizi di terze parti. Definite le vostre preferenze sulla privacy e/o acconsentite all'uso dei cookie.