Assiolo

1024 432 Ambiente e Biodiversità
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SCHEDA LIPU

Assiolo (Otus scops) – Linnaeus, 1758

EURING: 07390
SPEC Category 2
Status Declining
Criteria Moderate decline
ItRDL a più basso rischio (lower risk)
BERNA allegato II
Presente in primavera – estate
Nidificante

LEGENDA

  • EURING = Codice EURING
  • SPEC = Species of European Conservation Concern (Tucker e Heath, 1994)
  • ItRDL = Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Italia (Calvario, Gustin, Sarrocco, Gallo-Orsi, Bulgarini e Fraticelli che aggiorna la precedente Frugis e Schenk, 1981; Brichetti & Cambi, 1982)
  • 79/409 = Direttiva CEE Uccelli Selvatici
  • BERNA = Convenzione di Berna
  • BONN = Convenzione di Bonn
Wikipedia
Come leggere il tassobox
Assiolo comune
Assiolo (Otus scops)
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseAves
OrdineStrigiformes
FamigliaStrigidae
GenereOtus
SpecieO. scops
Nomenclatura binomiale
Otus scops
Linnaeus, 1758
Areale

     Estivante

     Residente

     Di passo

     Svernante

L'assiolo comune, o assiuolo, o chiù[2] (Otus scops Linnaeus, 1758) è il più piccolo strigide europeo dopo la civetta nana; non raggiunge le dimensioni del merlo, ma lo supera in apertura alare di ben 15-20 centimetri.

Descrizione

Lunghezza 18–21 cm; apertura alare 47–55 cm; ala 14,4-16,2 cm; coda 6,7-7,5 cm; tarso 30 mm; becco 17–19 mm; peso 56-102 g. L'aspetto dell'assiolo è uno dei meglio definibili tra gli strigiformi. L'impressione delle proporzioni e dimensioni dipende molto dalla posizione dei cornetti, chiamati ciuffetti auricolari (che molti confondono con le orecchie): quando sono abbassati, fanno sembrare lo strigiforme tarchiato e con la testa grande, da poter essere confuso con la civetta. I ciuffetti auricolari eretti sul capo rendono la silhouette slanciata, con testa più piccola. Rispetto alla civetta l'assiolo è più allungato e ha il capo più piccolo e più appiattito.

Ha un piumaggio finemente vermicolato e macchiettato di bruno grigiastro, che va dal grigio al marrone castagna sotto le ali con diverse chiazze bianche evidenti sul dorso (morfismo di colore, come negli allocchi). Esistono quindi assioli di tre differenti colorazioni: un morfismo rosso-brunastro, uno grigio e un altro intermedio. Gli occhi hanno un'iride gialla, con cromatismi più intensi rispetto alla civetta. Nella parte inferiore del corpo si trovano strisce nere ben visibili.

Biologia

Un assiolo su un albero

Questo rapace vive di norma solitario, talora in piccoli gruppi. È attivo soprattutto di notte con un profilo di attività di due fasi: il culmine si raggiunge prima di mezzanotte, tra le 0 e le 2 segue perlopiù una fase di pausa. Al tramonto o poco dopo l'assiolo termina la fase di pausa, alle prime luci dell'alba si ritira nel suo rifugio sempre ben riparato e trascorre la giornata di solito senza particolare movimento.

Frequenti pause di pulizia interrompono questo periodo di riposo; sono stati osservati, sia pure raramente, veri e propri bagni di sole o di sabbia per la manutenzione del piumaggio[3].

Il volo di perlustrazione è diretto e quasi senza rumore. Si distingue in maniera evidente da quello della civetta nana, che si svolge a forma di onda. In situazioni di minaccia l'assiolo si siede a grande altezza, mimetizzandosi. In tale posizione resta immobile a lungo, lasciando che il nemico potenziale si avvicini. Solo quando è molto vicino spicca il volo, cambia posto e riassume immediatamente la postura mimetica. In mancanza di possibilità di fuga, mostra una varietà di atteggiamenti aggressivi, come soffiare, far battere il becco o sgranare gli occhi in modo asincrono, arrivando anche ad attacchi diretti con artigli e becco.

Voce

Canto dell'assiolo

Il canto dell'assiolo è inconfondibile: è un "djü" o "chiù" (che gli ha valso uno dei nomi) non particolarmente forte, quasi sempre monosillabico, come fosse una sonda, spesso ripetuto per ore con un intervallo che va dai 2 ai 3,5 secondi. A volte la nota principale è preceduta da un suono iniziale, e il richiamo appare bisillabico (da non confondere con quello del rospo ostetrico, che sembra un "ü" senza modulazione, più chiaro). Assomiglia vagamente allo scampanellare degli animali da gregge. Poiché l'assiolo muove il capo durante il canto, è difficile da localizzare in base ai richiami. Il canto comincia poco dopo il tramonto e finisce all'alba; dopo mezzanotte l'attività di richiamo diminuisce chiaramente per un paio d'ore. Le femmine e i maschi cantano spesso in duetto; la femmina chiama con un'intonazione un po' più alta e un po' meno regolarmente. In caso di disturbo, soprattutto vicino alle caverne, l'assiolo può colpire con il becco, in una maniera singolare tipica dei gufidi.

Nella banca dati seguente (in inglese) si possono sentire due maschi con una caratteristica vocale diversa. Il primo esempio è caratterizzato da un canto mezzo vocalizzato, nel secondo questo manca. La seconda sequenza di richiamo è più tipica della forma denominata. Nello sfondo si sente in lontananza un secondo segnalatore.

Riproduzione

Uovo di Otus scops - Museo di Tolosa

Gli assioli hanno un matrimonio stagionale monogamo. In caso di precoce perdita di partner un nuovo accoppiamento avviene solo raramente. Gli uccelli maturano sessualmente all'età di 10 mesi. Poiché è una specie cavicola, nidifica e cova soprattutto nei buchi degli alberi, occasionalmente anche nelle cavità di rupi ed edifici. Sono state rilevate anche rare nidiate in vecchi nidi di gru e di gazze.

L'uovo misura 31,2x27 mm. La covata consiste nella maggior parte dei casi di 3-5 uova e viene custodita solo dalla femmina, che cova per 25 giorni. Dopo la schiusa entrambi i genitori accudiscono i piccoli, che escono fuori dopo 21-22 giorni. A 40 giorni sono capaci di cacciare autonomamente, ma vengono curati dai genitori per altri 20 giorni, dopodiché ne abbandonano il territorio.

Anche mentre curano la prole, il maschio e la femmina dormono di rado sullo stesso albero; il contatto corporeo nella fase di calma non è stato osservato al di fuori della stagione degli accoppiamenti. Durante il periodo di cova e di nutrimento è compito soprattutto del maschio tenere d'occhio il luogo di covata. I pulcini riposano perlopiù stretti gli uni agli altri su un ramo nei pressi immediati del tronco.

Alimentazione

L'assiolo è una specie insettivora. Le prede prevalenti sono le cicale, le cavallette, i grilli e i maggiolini, a cui si aggiungono i lombrichi. Solo in misura minore caccia uccelli e rettili, occasionalmente topi o altri piccoli mammiferi.

L'uccello adocchia la preda da una posizione bassa e la sbatte a terra; solo raramente caccia in volo o da terra. La cattura dei piccoli uccelli si basa sul "magnetismo" degli occhi, con il quale l'assiolo, stando fermo, li induce ad avvicinarsi. È l'identica tecnica grazie alla quale anche le civette o i gufi venivano usati per la caccia alle allodole. Il fenomeno è valido anche per i nidiacei appena usciti dal nido.[senza fonte]

Spostamenti

Nella maggior parte del territorio di espansione l'assiolo è migratore. Sverna nelle savane boschive o arbustive a sud del Sahara. La migrazione comincia dalla metà di agosto con i più giovani e si conclude a fine settembre. Popolazioni meno consistenti in Spagna meridionale, Italia meridionale e Grecia meridionale svernano nel territorio di cova. La sottospecie cyprius sembra essere interamente stanziale. Dai luoghi di svernamento in quelli di cova gli assioli tornano non prima della fine di marzo, perlopiù nella seconda metà di aprile. Anche le sottospecie extra-europee sono in maggioranza migratori a lungo raggio con territori di svernamento in Africa orientale. Negli ultimi anni alcuni studi hanno evidenziato che in Italia qualche individuo preferisce svernare nelle regioni meridionali e insulari (Sardegna e Sicilia), evitando i pericoli della migrazione. Questo è possibile in virtù del cambiamento climatico globale che ha reso gli inverni meno rigidi.

Distribuzione e habitat

L'assiolo vive principalmente attorno al Mediterraneo con concentrazioni in Spagna, Croazia e in Turchia. Diffuso a macchia di leopardo in Francia e Italia, nonché in Africa del Nord. In Libia ed Egitto manca completamente. In Europa centrale raggiunge il confine settentrionale, ma si insedia di rado. In Svizzera la popolazione, un tempo piuttosto diffusa, è ora quasi completamente scomparsa dalla zona del lago Lemano e dal Vallese centrale. Lo stesso dicasi della specie in Austria, dove popola soltanto alcuni ambienti della Stiria e Carinzia meridionali. In Germania ogni anno se ne osservano nei periodi di cova (soprattutto in Baviera), ma finora non è stata trovata alcuna covata.

L'assiolo è una specie termofila che predilige ambienti aperti, talvolta anche aridi. Uliveti, foreste di pini, piccole radure di frassini, boschi, campagne alberate, parchi e giardini, in pianura e in montagna sino al limite del castagno, pressi delle abitazioni umane, ma anche cimiteri e in parte parcheggi sono habitat adatti. Nel territorio di espansione settentrionale si trova soprattutto nei declivi meridionali esposti al caldo o nella zone dai climi adatti alla coltivazione vinicola. Non occupa foreste chiuse.

Tendenze della popolazione in Europa centrale

L'Europa centrale si trova al margine settentrionale dell'ampio territorio di espansione di questa specie, per cui le popolazioni si limitano da sempre alle posizioni più vantaggiose, perlopiù poste a sud. I territori di cova più a nord si trovavano in Alsazia, ma dal 1986 questi luoghi non sono più stati visitati. Tuttavia ogni anno (evidentemente per il prolungamento della migrazione) si trovano voli occasionali anche nel cuore dell'Europa centrale, tanto che a volte non sono da escludersi covate nella valle del Reno e nei land tedeschi meridionali. Come tutti i termofili, le specie insettivore sono crollate drasticamente dagli anni '60. Come cause sono state addotte la distruzione dello spazio vitale e la mancanza di prede dovuta, almeno in parte, alla massiccia introduzione di biocidi occorsa da quegli anni in poi. Vi si aggiungono la persecuzione, alte perdite a causa di impatto col traffico stradale e il continuo peggioramento delle condizioni di vita nei terreni di svernamento. Solo la popolazione dell'Ungheria mostra al momento una tendenza stabile, forse addirittura positiva. Il totale attuale in Europa centrale non supera 500 coppie. Questa specie, molto utile all'agricoltura, è tra quelle protette dalla legge 157/92[4]

Nella cultura

  • L'assiuolo è il titolo di una poesia di Giovanni Pascoli, nella quale, a fine di ogni strofa e come verso a sé stante, si riporta il tipico richiamo chiù.
  • Luigi Pirandello ha dedicato all'assiolo la poesia Chiù, il termine onomatopeico che ne evoca il canto. Fu pubblicata nell'ottobre 1901 sulla Rivista d'Italia.
  • La terza delle Impressioni dal vero (1910) del compositore Gian Francesco Malipiero è dedicata all'assiolo.

Note

  1. ↑ (EN) BirdLife International 2012, Otus scops, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ Il nome chiù deriva dall'onomatopea che riproduce il suo verso
  3. ↑ (EN) British Trust for Ornithology, Sunbathing birds, su BTO - British Trust for Ornithology, 24 ottobre 2012. URL consultato il 15 luglio 2024.
  4. ↑ Repubblica Italiana Legge 157-92, su italcaccia.toscana.it. URL consultato il 25 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2014).

Bibliografia

  • Hans Günther Bauer/Peter Berthold: Die Brutvögel Mitteleuropas. Bestand und Gefährdung. Aula-Verlag, Wiesbaden 1997. S.247f. ISBN 3-89104-613-8
  • John A. Burton (Hrsg); Eulen der Welt - Entwicklung - Körperbau - Lebensweise, Neumann-Neudamm Verlag Melsungen, 1986, ISBN 3-7888-0495-5
  • Urs N. Glutz von Blotzheim (Hrsg.): Handbuch der Vögel Mitteleuropas. Bearbeitet u. a. von Kurt M. Bauer und Urs N. Glutz von Blotzheim. Aula-Verlag, Wiesbaden 1987-1998. Band 9 Taubenvögel - Spechtvögel. 2., durchgesehene Auflage 1994. S 278-302. ISBN 3-89104-562-X
  • Theodor Mebs/Wolfgang Scherzinger: Die Eulen Europas. Franckh-Stuttgart 2000. ISBN 3-440-07069-7
  • Marco Mastrorilli, Sulle tracce dei gufi, Noctua Book, 2016 ISBN 978-88-94252-00-2
  • AA.VV. Gufi e Poeti, Noctua Book, 2016. ISBN 978-8894252019

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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