Nomenclatura scientifica – alcune importanti indicazioni

La nomenclatura binomia o binomiale è una convenzione utilizzata dai sistematici di varie scienze (zoologi, botanici, paleontologi…) per conferire in maniera univoca e comprensibile in tutto il mondo (specialmente, ovviamente, in ambito scientifico) il nome a una specie.
Come suggeriscono i termini binomia/binomiale, il nome scientifico di una specie viene coniato dalla combinazione di due nomi:

  • il nome del genere (a cui, evidentemente quella determinata specie appartiene). Il nome del genere (nome generico) è il primo termine riportato nella nomenclatura scientifica; si scrive sempre con l’iniziale maiuscola
  • il nome della specie (che deve caratterizzare e distinguere quella specie dalle altre appartenenti allo stesso genere) è il secondo termine del nome (nome specifico); viene scritto in minuscolo

Entrambi i nomi vanno riportati in corsivo (ad esempio Calendula officinalis).
Nei testi scientifici, quando il genere è stato precedentemente trattato o quando sono state già elencate le specie di quel genere, si usa abbreviare il nome generico semplicemente con la sua lettera iniziale ‘puntata’, seguita dal nome specifico riportato, invece, sempre per esteso (esempio C. officinalis); in ogni caso, il nome generico non deve mai essere omesso.

Dopo il nome scientifico si riporta, per esteso o abbreviato secondo convenzioni internazionali, mal’abbreviazione vale solo nella sistematica botanica, il nome dell’autore, esempio Linnaeus (abbreviato con L.) seguito (specialmente in zoologia) dall’anno della pubblicazione della classificazione così accettata dalla comunità scientifica di settore. Talvolta, nei testi scientifici, autore e data si trovano tra parentesi, questo sta ad indicare che si tratta di autore e data della prima classificazione riconosciuta, superata da nuove classificazioni.

Il nome dell’autore non è mai in corsivo: Calendula officinalis L.,  Balaena mysticetus – Linnaeus, 1758

Perché è importante usare il sistema di nomenclatura scientifica o binomiale…

  • Per la semplicità d’uso
  • perché lo stesso nome è valido in tutte le lingue, evitando così possibili difficoltà di traduzione
  • perché ogni specie è identificata da due sole parole

Il sistema della nomenclatura binomia o binomiale è dovuto all’intuizione geniale di Carl von Linné (in Italia conosciuto come Linneo, nelle pubblicazioni scientifiche riportato come autore di classificazioni come Linnaeus), che lo introdusse a partire dal 1735.
A livello internazionale questo sistema è stato riconosciuto e adottato ufficialmente in botanica dal 1753, in zoologia dal 1758, ma, ad esempio, in batteriologia solo dal 1980.

Quali sono gli svantaggi di usare il sistema della nomenclatura scientifica o binomiale…

Lo svantaggio principale è che il continuo sviluppo della ricerca in campo sistematico, a maggior ragione in tempi recenti con l’introduzione e la diffusione degli studi genetici applicati anche alla determinazione delle diverse specie viventi, ha comportato, comporta e certamente comporterà anche in futuro frequenti cambiamenti nell’assegnazione delle varie specie a generi diversi ma anche a specie differenti, anche con l’individuazione di nuove specie e nuovi generi (e anche con la soppressione di vecchi).
Evidentemente, per quanto sopra detto, ogni volta che avvengono queste modifiche il nome deve essere cambiato (in tutto – nome generico e nome scientifico – o in parte).
Per tale motivo, nel tempo, e anche nel breve volgere di periodi talvolta relativamente ridotti, una stessa specie può adottare nomi diversi, o anche avere nel tempo una serie di nomi differenti che dipendono dalle diverse teorie scientifiche in circolazione.

ERGO?

Tutto questo ci deve far capire quanto sia difficile mantenere aggiornati i termini scientifici, specialmente nel campo della divulgazione e della didattica ambientale.

Ma ci fa anche comprendere che trovare un nome scientifico (generico e/o di specie) non più in uso o superato, spesso è dovuto semplicemente ad aggiornamenti degli studi, inizialmente pubblicati solo a livello estremamente settoriale e specialistico e solo in un secondo tempo divulgati su larga scala (nuove pubblicazioni divulgative, divulgazione via web…).

Quindi… per l’aggiornamento dei nomi spesso deve intercorrere un tempo sufficiente affinché quel nome sia accettato ed entri nell’uso comune della comunicazione ambientale

Le procedure associate alla nomenclatura binomiale cercano in ogni modo di ridurre l’instabilità…

In particolare, quando, per vari motivi, le specie vengono trasferite da un genere a un altro, se è possibile, viene conservato lo stesso nome specifico, ma cambia inevitabilmente quello generico.

Analogamente, se delle specie che un tempo erano considerate distinte sono poi ‘declassate’ a rango di sottospecie della stessa specie, i loro termini specifici vengono spostati a termini sottospecifici, passando dalla nomenclatura binomiale a quella trinomiale (esempio per la botanica Pinus nigra subsp. salzmannii).

Nomenclatura trinomiale o trinomia

ZOOLOGIA – La più semplice forma di nomenclatura trinomiale si usa in zoologia, dove si tende a utilizzare (e quindi a elencare nelle comunicazioni) direttamente le sottospecie. In questo caso al nome del genere e della specie si aggiunge il nome sottospecifico, usando sempre il corsivo: Corvus corone cornix – Linnaeus, 1758

BOTANICA – In botanica è necessario che la sottospecie venga ben evidenziata in quanto tale: Pinus nigra J. F. Arnold subsp. salzmannii

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