Linaiola comune, erba strega

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Nome comune: linaiola comune, erba strega
Specie: Linaria vulgaris Mill.
Famiglia: PLANTAGINACEAE

Un tempo attribuita alla famiglia delle Scrophulariaceae , la linaiola comune è una pianta perenne, erbacea, dall’aspetto gracile, infestante delle colture di lino, da cui deriva il suo nome generico per via della stretta somiglianza tra le foglie di queste specie. La pianta è alta fino a 80 cm.
Fiorisce da giugno a novembre, colorando di giallo il bordo delle strade, le massicciate ferroviarie, gli ambienti ruderali ecc.

  • I fusti sono eretti e ramosi, pelosi e ghiandolosi in alto
  • Le foglie sono di colore verde-glauco, sessili, alterne, di forma lanceolata-lineare, con margine revoluto, a nervatura unica
  • I fiori hanno corona gialla e labbro arancione, con un evidente sperone di colore giallo. Sono peduncolati e raccolti a formare un’infiorescenza a grappolo, prima conica, poi allungata
  • I frutti sono capsule di forma ovoidale, a due loculi; contengono un numero elevatissimo di semi piccoli e piatti, di colore bruno scuro, con un’ala circolare di aspetto cartaceo

Specie simile

Linaria angustissima (Loisel.) Borbás, linaria italica, specie tipica dell’Italia settentrionale, non segnalata in Umbria.

Curiosità
Nella parte inferiore del lungo sperone, talora potremo osservare un piccolo forellino: molto probabilmente è opera delle api.
Queste non disponendo di un’appendice boccale sufficientemente lunga (tipo spirotromba, per intenderci), per riuscire a suggere il nettare contenuto all’interno dello sperone, lo perforano in basso, creando così i presupposti per fare fuoriuscire le dolci sostanze zuccherine prodotte dal fiore.

Perché erba strega?
Questo nome deriva dall’antico uso farmaceutico.

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Wikipedia

Etimologia

Il nome generico (Linaria) deriva da un nome latino per il lino (linone) e si riferisce alla somiglianza delle foglie di alcune specie di questo genere a quelle della specie Linum usitatissimum.[2][3] L'epiteto specifico (vulgaris) significa "comune".[4]

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico scozzese Philip Miller (Chelsea, 1691 – Chelsea, 18 dicembre 1771) nella pubblicazione "Gardeners Dictionary, Edition 8. London ed. 8. n. 1." del 1768.[5]

Descrizione

Il portamento
Le foglie
Infiorescenza
I fiori

Queste piante arrivano ad una altezza di 3 - 8 dm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Per queste piante sono state individuate anche altre forme biologiche: geofita rizomatosa (G rhiz), sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea; durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei come bulbi, tuberi e rizomi, fusti sotterranei dai quali, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei. È una pianta robusta e senza pretese, spesso è considerata come una pianta infestante a dispetto del suo aspetto decorativo.[6][7][8][9][10][11][12][13]

Radici

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto

  • Parte ipogea: a volte è presente un rizoma gracile e strisciante.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta e ramosa. I fusti alla base possono essere lignificati. La parte apicale a volte è pelosa-ghiandolosa.

Foglie

Le foglie lungo il fusto sono numerose e disposte in modo alterno. Quelle basali, raramente, sono raggruppate in verticilli di 4 foglie. La lamina ha una forma lineare (la larghezza massima generalmente è verso l'apice) con apice acuto. La nervatura è uninervia. Dimensione della lamina: larghezza 1 - 1,5 mm; lunghezza 35 – 50 mm. (raramente raggiungono i 45 – 60 mm di lunghezza).[14]

Infiorescenza

Le infiorescenze sono dei densi racemi allungati. Il rachide (l'asse fiorale) è glabro oppure con peli ghiandolari. I fiori sono peduncolati. Nell'infiorescenza possono essere presenti delle piccole brattee fogliacee con forme da lineari a strettamente lanceolate. Lunghezza del peduncolo: 2 – 8 mm.

Fiore

X o * K (4-5), [C (4) o (2+3), A 2+2 o 2], G (2), capsula.[7]
  • Il calice, tuboloso-campanulato, più o meno attinomorfo e gamosepalo, è formato da cinque profonde lacinie subuguali. Il calice all'esterno è glabro, mentre all'interno può essere scarsamente peloso-ghiandolare. Dimensione delle lacinie: 2 – 3 mm.
  • La corolla, gamopetala e tubolare è del tipo bilabiato, ed è completamente chiusa da un rigonfiamento del labbro superiore (corolla personata). Inoltre uno sperone (con dimensioni minori rispetto al resto della corolla) leggermente curvo è presente all'altezza delle fauci della gola della corolla in posizione abassiale.[15] In particolare il labbro posteriore (superiore) è eretto ed è formato da due petali con apici acuti, l'anteriore (inferiore) da tre petali riflessi. All'altezza della gola può essere presente una pubescenza arancione. Il colore della corolla è giallo. Dimensione della corolla: 25 – 30 mm. Lunghezza dello sperone: 9 – 12 mm.
  • L'androceo è formato da 4 stami didinami tutti fertili. I filamenti sono adnati alla base della corolla e sono inclusi o poco sporgenti. Le antere sono formate da due teche distinte e divaricate e formano una struttura simile ad un anello. La deiscenza è longitudinale attraverso due fessure. I granuli pollinici sono tricolpoporati. Il nettare si trova nello sperone e può essere raggiunto solamente dagli insetti che riescono a entrare nelle fauci chiuse dal rigonfiamento del labbro superiore.
  • Il gineceo è bicarpellare (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli connati). L'ovario è supero con placentazione assile e forma da ovoidi a subglobose. Gli ovuli per loculo sono numerosi, hanno un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[16] Lo stilo ha uno stigma capitato intero.
  • Fioritura: da (maggio) giugno a ottobre.

Frutti

Il frutto è una capsula ovoide. I semi, numerosi, hanno delle forme appiattite (sono dei discoidi con un'ala membranosa). Al momento della maturazione i semi fuoriescono da due fori (opercoli) che si aprono nella parte superiore del frutto (capsula porocida). Dimensione della capsula: 5 x 6 – 10 mm. Dimensione dei semi: 2 – 3 mm (l'ala è lunga 0,5 – 1 mm).

Biologia

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti quali imenotteri, lepidotteri o ditteri (impollinazione entomogama) ovvero tramite il vento (impollinazione anemogama).[17]

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Questa specie ha un areale Eurasiatico o Eurosiberiano.

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[18] – Distribuzione alpina[11])

In Italia è una specie comune e presente ovunque (Sicilia esclusa). Nelle Alpi è presente su entrambi i versanti (nord-sud). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Alpi Dinariche, Monti Balcani e Carpazi.[11] È comune nel resto dell'Europa e nelle fasce temperate asiatiche (Cina e Corea[12]).[19]

L'habitat tipico per questa pianta sono gli incolti (ma anche le colture), i ruderi, le macerie e le massicciate. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[11]

Prospera sui rilievi fino a 1.500 m s.l.m. (in Cina fino a 2.200 m s.l.m.[12]); frequenta quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte quello subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico alpino Linaria vulgaris appartiene alla seguente comunità vegetale:[11]

  • Formazione: delle comunità perenni nitrofile
  • Classe: Artemisietea vulgaris
  • Ordine: Onopordetalia acanthii

Tassonomia

La famiglia Plantaginaceae comprende 12 tribù, 105 generi e oltre 1 800 specie.[20][21][22] Il genere della specie di questa voce appartiene alla tribù Antirrhineae e si compone di oltre 150 specie distribuite dal Nord America, Europa e Asia.[6]

La specie Linaria vulgaris fino a poco tempo fa era circoscritta alla famiglia Veronicaceae o Scrophulariaceae a seconda dei vari Autori.[6] L'attuale posizione tassonomica è stata realizzata con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG).[22]

Il numero cromosomico di L. vulgaris è: 2n = 12.[23]

Filogenesi

Tradizionalmente le due dozzine di specie della flora spontanea italiana vengono suddivise in quattro sezioni (Cymbalaria, Elatinoides, Linariastrum e Chaenarrhinum). La specie di questa voce è inclusa nella sezione Linarisatrum caratterizzata da foglie sessili e con lamine penninervie, da fiori raccolti in nudi racemi terminali e da corolle con fauci completamente ostruite da un palato prominente.[10]

Classificazioni più recenti[24][25] assegnano la specie di questa voce alla sect. Linaria caratterizzata da piante a ciclo riproduttivo perenne con stigma intero, semi discoidi (compressi lateralmente) e provvisti di ali.[26] Attualmente in base alle ultime ricerche di tipo filogenetico le specie del genere Linaria sono distribuite in 6 cladi. La specie L. vulgaris si trova all'interno del quinto clade (denominato "E") che insieme al sesto clade (denominato "F") formano un "gruppo fratello" e rappresentano il "core" del genere.[27]

Sottospecie

Per questa specie sono indicate le seguenti sottospecie:[1]

  • Linaria vulgaris subsp. vulgaris - sottospecie nominale
  • Linaria vulgaris subsp. chinensis (Bunge ex Debeaux) D.Y.Hong
  • Linaria vulgaris subsp. pinetorum Kosachev

Sinonimi

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[1]

  • Antirrhinum commune Lam.
  • Antirrhinum genistifolium Lapeyr.
  • Antirrhinum glandulosum Lej.
  • Antirrhinum linaria L.
  • Antirrhinum linaria var. peloria With.
  • Antirrhinum linarioides L.
  • Antirrhinum ochroleucum Salisb.
  • Linaria linaria (L.) H.Karst
  • Linaria vulgaris var. communis Krylov
  • Linaria vulgaris f. peloria (With.) Rouleau
  • Linaria vulgaris f. vulgaris
  • Peloria linaria (L.) Raf.

Usi

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Contiene flavone[28] e può essere utilizzata come pianta medicinale,[29] tanto che viene chiamata di tanto in tanto erba strega.

Altre proprietà curative riconosciute dalla medicina popolare sono: emollienti, diuretiche e purgative.[13]

Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 3 (EN) Linaria vulgaris, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 03/09/2025.
  2. David Gledhill 2008, pag. 238.
  3. Botanical names, su calflora.net. URL consultato l'8 aprile 2018.
  4. Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 29 maggio 2018.
  5. The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 29 maggio 2018.
  6. 1 2 3 Kadereit 2004, pag. 380.
  7. 1 2 Judd et al 2007, pag. 493.
  8. Strasburger 2007, pag. 852.
  9. Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 546.
  10. 1 2 Motta 1960, Vol. 2 - pag. 699.
  11. 1 2 3 4 5 Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 206.
  12. 1 2 3 eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 29 maggio 2018.
  13. 1 2 Catalogazione floristica - Università di Udine, su mitel.dimi.uniud.it. URL consultato il 29 maggio 2018.
  14. biodiversità, su biodiversipedia.pbworks.com.
  15. Chimica verdure, su 155.185.215.28.
  16. Musmarra 1996.
  17. Pignatti 1982, Vol. 2 - pag. 522.
  18. Conti et al. 2005, pag. 123.
  19. ars-grin, su ars-grin.gov (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2009).
  20. (EN) D.C. Albach, H.M. Meudt and B. Oxelman, Piecing together the “new” Plantaginaceae, in American Journal of Botany, 92(2), 2005, pp. 297-315.
  21. (EN) Accepted genera of Plantaginaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 27 luglio 2025.
  22. 1 2 (EN) Plantaginaceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 14 agosto 2025.
  23. Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 29 maggio 2018.
  24. Sutton 1988.
  25. Saez et al. 2009.
  26. Rahmani et al. 2014, pag.128.
  27. Mazuecos et al. 2013, pag. 242.
  28. kup, su kup.at.
  29. erbario dioniso, su dioniso.ch (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2011).

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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