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22 – 27 febbraio 2017, Scuola Secondaria di Primo grado di San Giacomo, Spoleto: un altro ‘Viaggio lungo il Clitunno’ – MontagneAperte

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Un nuovo viaggio di conoscenza nell’ambiente naturale della Valle Umbra, a partire dal fiume Clitunno e dalle fonti che lo originano.
Compiere questo viaggio significa entrare nel cuore della nostra storia naturale, ambientale e non solo.
Significa iniziare a conoscere i problemi legati alla bonifica della Valle, lavori, studi, ricerche, piccoli e grandi guerre anche a colpi di carta bollata, che hanno caratterizzato la storia di questa area della nostra regione.
Significa capire l’importanza che ogni corso d’acqua perenne, ogni fiume dunque, anche se piccolo come il Clitunno, ha avuto (e in parte ancora ha) per tanti uomini che hanno abitato e lavorato nelle terre che questi stessi corsi d’acqua attraversano; una importanza che, nel nostro caso, sicuramente coinvolge e interessa storicamente tutti gli abitanti entro i confini comunali di Trevi (e oggi dobbiamo aggiungervi anche Campello sul Clitunno), Foligno, Montefalco e Bevagna.

Il nostro ‘viaggio’, anche questa volta ha fatto tappa presso il così detto ‘ponte Canale’ o ‘botte dell’Occhio’, una tra le più interessanti opere idrauliche di questo territorio.

Una vecchia immagine della Botte dell'Occhio

Una vecchia immagine della Botte dell’Occhio

Un’opera che però ha evidenziato ai ragazzi la poca educazione civica che caratterizza questo nostro terzo millennio: immondizia, sporcizia (tra cui spiccano tantissimi contenitori di polistirolo) si è ammassata e probabilmente continua ad ammassarsi nelle vicinanze di questo luogo.
Due richieste ci sorgono allora spontanee:

  • la prima è un invito a tutti coloro che vivono, lavorano, si divertono lungo questo corso d’acqua e cioè di fare il proprio dovere civico e civile e non considerare il corso d’acqua una discarica mobile che porta via, lontano da noi, tutto ciò che vi gettiamo…
  • la seconda la rivolgiamo alle Amministrazioni competenti, chiedendo loro di intervenire per porre rimedio a tanto degrado!

Nel corso della visita alle Fonti del Clitunno, i ragazzi ci hanno chiesto: come si distingue il cigno maschio dal cigno femmina?

Foto di Tiziana Ravagli, Giampaolo Filippucci

Nei cigni, i maschi e le femmine adulti sono praticamente indistinguibili (almeno così, di primo acchitto!).
In entrambi i sessi il piumaggio è completamente bianco (salvo possibili sfumature giallastre sul capo e su parte del collo).
Il becco è di colore arancio, più vivace nei maschi, con una mascherina nera tra la base del becco e gli occhi.
Alla base del becco è presente una protuberanza che, in effetti, è più grossa ed evidente nei maschi, soprattutto nella stagione della riproduzione.
Il maschio, infine, è più grande della femmina.
Nei giovani (e nei pulcini), invece, la colorazione del piumaggio varia dal grigio al marrone chiaro, con prevalenza del colore bianco sporco, mentre il becco è grigio: solo crescendo il piumaggio diviene progressivamente candido e il becco arancione.

Ricordiamo, infine, che il cigno reale (Cygnus olor, Gmelin 1789) è un uccello acquatico appartenente alla famiglia Anatidae, originario dell’Eurasia ma introdotto anche in America Settentrionale, Oceania e Africa Meridionale.
Il Cygnus olor è una specie stanziale, molto legata al proprio habitat; solo le popolazioni che vivono alle latitudini più settentrionali, a causa del clima freddo, svernano nelle regioni dove il clima è più mite.

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