Montefalco

Punti di interesse

CHIESINA DI SAN ROCCO

Accanto al leccio di San Fortunato troviamo l’antica CHIESINA DI SAN ROCCO. Qui sorse il primo insediamento francescano di Montefalco (nel 1240 circa) ed ebbe il riconoscimento il Terzo ordine regolare di San Francesco, che nel 1448 vi tenne il primo capitolo generale. All’interno, nell’abside è ancora visibile una Crocifissione attribuita al pittore folignate Giovanni di Corraduccio; vi è, inoltre, conservata una tavola dipinta da Francesco Melanzio raffigurante il santo titolare.

FABBRI

FABBRI è un castello edificato intorno al XIV secolo a difesa del territorio spoletino. Alla fine di quello stesso secolo passò sotto il dominio della famiglia Trinci di Foligno, con il nome di Bastida Fabrorum, per divenire successivamente possedimento di Trevi. Nel 1820, infine, entrò a far parte del territorio di Montefalco, cui ancora oggi appartiene. Il mastio principale fu realizzato da Gregorio da Cerreto, abile costruttore al quale si deve anche la Torre di Matigge. Da sempre, nei nostri territori, si favoleggia sull’esistenza di un cunicolo segreto che collegava le due strutture difensive. Intorno notiamo il magnifico paesaggio disseminato di vigneti.

MONTEFALCO

La bellissima cittadina di MONTEFALCO, ringhiera dell’Umbria, sorge su un colle a 473 m s.l.m. In epoca romana, il suo territorio doveva essere diviso tra più centri. In quel periodo, sulla collina ove oggi si erge il centro municipale esisteva un importante villaggio, sede di attività di tipo amministrativo (pagus), così come viene testimoniato dal rinvenimento di un’iscrizione menzionante il maronato, una magistratura attestata anche a Foligno, Assisi e Fossato di Vico; questa, nei centri umbri, nel periodo precedente alla conquista romana, affiancava la carica suprema dell’uhtur, occupandosi in prevalenza di edilizia pubblica. Il territorio di Montefalco era lambito dal percorso occidentale della via Flaminia che, dopo avere lasciato la zona di Bastardo, s’inerpicava lungo i fianchi delle colline verso Gaglioli (Gualdo Cattaneo), per poi ridiscendere in direzione di Bevagna. Lungo la rete viaria d’epoca antica, in parte ricalcata da quella moderna, si disponevano le necropoli e i monumenti funerari, la cui presenza è testimoniata dai blocchi da costruzione e dalle iscrizioni riutilizzate nelle pievi medievali e nei casolari [M.R. Picuti,‘Montefalco’, Itinerari nella storia. Percorsi archeologici in Valle Umbra, 2015]. Nel Medioevo l’abitato, libero comune, era noto con il nome di Coccorone. Nell’autunno del 1185 vi sostò a lungo l’imperatore Federico Barbarossa.Tra la fine del 1249 e i primi mesi del 1250, il luogo prese il nome attuale di Montefalco, probabilmente per uno dei falchi dell’imperatore Federico II che qui soggiornò nel febbraio del 1240. Nel corso del XIV secolo Montefalco fu a lungo la sede preferita dai rettori del ducato di Spoleto (1320- 1355), tra cui ricordiamo il francese Jean d’Amiel che vi fece costruire due poderose rocche distrutte nel corso del XV secolo. Fu, quindi, assoggettata alla nobile famiglia dei Trinci di Foligno per tornare, successivamente, al papato con il cardinale Giovanni Vitelleschi. Il 18 ottobre 1527 Montefalco fu presa, per un tradimento, da un distaccamento delle Bande Nere di Orazio Baglioni.Tenuta in ostaggio per oltre un mese e saccheggiata, fu colpita da gravi pestilenze, a cui seguì un lungo periodo di decadimento economico e sociale. Nel 1848, dopo avere aggregato i castelli di Fabbri, Fratta e San Luca, tolti a Trevi dalla restaurazione papale, Montefalco ottenne da Pio IX l’ambitissimo titolo di città. Il centro è rappresentato dalla piazza del Comune, di forma quasi circolare, e dall’antico Palazzo del Popolo, oggi sede municipale, costruito nel 1270 e ampliato nel XV secolo. Partendo dalle varie porte di accesso alla città medievale, in questa piazza confluiscono tutte le vie principali. Su questo stesso luogo si affacciano il teatro San Filippo Neri, l’oratorio di Santa Maria del Popolo e vari palazzi privati [www.montefalcodoc.it].

COMPLESSO MUSEALE DI SAN FRANCESCO

Il COMPLESSO MUSEALE DI SAN FRANCESCO si trova nella ex chiesa omonima, costruita tra il 1335 e il 1338. Qui si può ammirare l’importante ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli, Storie della vita di san Francesco. Tra le tante opere preziose, vi è conservata anche una Natività del Perugino. All’interno del complesso museale possiamo ammirare una bella raccolta archeologica che conserva documenti epigrafici in lingua umbra e latina (altari, stele e cippi), una statua in marmo raffigurante Ercole (I-II secolo d.C.), un capitello in travertino proveniente da San Luca e una bella lastra in marmo con motivi vegetali, forse pertinente a un monumento funerario dell’inizio del I secolo d.C. [M.R. Picuti,‘Il Museo di San Francesco’, Itinerari nella storia. Percorsi archeologici in Valle Umbra, 2015].

EDICOLE VOTIVE

Nel territorio di Montefalco possiamo ammirare alcune delle più belle EDICOLE VOTIVE della nostra regione [S. Nessi,‘Montefalco’, Edicole sacre nel territorio della Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano, 2008].

CHIESA DI SANTA ELISABETTA DI VECCIANO

A circa 1 km dal centro storico di Montefalco troviamo la CHIESA DI SANTA ELISABETTA DI VECCIANO. Si raggiunge facilmente prendendo la strada comunale per San Clemente e, quindi, per Vecciano. Questo edificio fu costruito nel XVII secolo a difesa di un’edicola votiva, arricchita con uno splendido affresco opera giovanile di Francesco Melanzio. Vi è rappresentata la Madonna con Bambino tra due angeli musicanti, nell’intradosso sono raffigurati i santi Pietro e Francesco, Giovanni Battista e Sebastiano.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA STELLA

Dalla località Il Piano, percorrendo la SP 447 si incrocia la strada che sale verso Montefalco (SP 445) che passa per il SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA STELLA.

Questo edificio fu edificato nell’ultimo ventennio dell’Ottocento sullo stesso sito di una chiesa dedicata a san Bartolomeo apostolo, distrutta da un forte evento sismico. La ricostruzione del nuovo centro religioso è legato alla storia di un fanciullo, Federico Cionchi, detto Righetto, che raccontò di aver assistito ad alcune apparizione della Madonna. I fedeli e gli abitanti dei dintorni, persuasi e testimoni delle grazie e dei miracoli ricevuti, si adoperarono anche dal punto di vista economico per la nascita della nuova chiesa che dedicarono a Maria Auxilium Christianorum.

TURRITA

Lungo la SP 445 si incrocia il bivio per TURRITA. Questa piccola frazione del Comune di Montefalco conserva una bella chiesa risalente al XII secolo. L’edificio a unica navata presenta all’interno un bel ciclo di affreschi databili tra il XV e il XVI secolo. In questo stesso luogo, probabilmente fin dal 775, si ergeva un monastero benedettino dipendente dall’abbazia di Santo Stefano di Manciano, nella montagna di Trevi, di cui si hanno notizie fino al 1295, quando fu soppresso [www.montefalcodoc.it].

CHIESA e CONVENTO DI SAN FORTUNATO

La splendida lecceta, nella quale vegetano tanti alberi secolari, fa da cornice alla CHIESA e al CONVENTO DI SAN FORTUNATO di Montefalco. Secondo un’antica tradizione la chiesa può risalire al V secolo. Nel 749 il colle di San Fortunato era, probabilmente, occupato da una corte longobarda con castello e pieve. Sappiamo per certo che nel Medioevo questa pieve divenne una delle più importanti della regione, con un gran numero di chiese sottoposte. Nel 1439 il castello fu devastato a opera degli stessi montefalchesi per evitare che potesse accogliere altri tiranni, dopo aver ospitato gli invisi Trinci, signori di Foligno. I ruderi furono successivamente ceduti ai frati francescani, che vi costruirono un convento.

Oggi San Fortunato ospita la casa di formazione e animazione vocazionale della Terra Santa, in virtù di un accordo tra la Provincia dei frati minori dell’Umbria e la Custodia di Terra Santa. Entrando nel cortile di accesso alla chiesa, un ampio quadriportico del XV secolo precede i vari edifici sacri. Nell’ala sinistra si apre una cappella dedicata a San Francesco, affrescata da Tiberio d’Assisi nel 1512, conosciuta come Cappella delle Rose. Nella lunetta che sovrasta il portale d’ingresso della chiesa troviamo un bell’affresco di Benozzo Gozzoli, probabilmente del 1450, che raffigura una Madonna col Bambino, i santi Francesco e Bernardino da Siena (canonizzato nel 1450) e alcuni angeli. A destra del portale un altro affresco di Tiberio d’Assisi ci presenta una bella raffigurazione di san Sebastiano.

All’interno della chiesa è possibile ammirare numerosi affreschi di Benozzo Gozzoli (Firenze 1420 circa-Pistoia 1497), pittore che a Montefalco ha lasciato diverse opere di notevole interesse [S. Nessi, E. Paoli 1995]. Nell’area del convento di San Fortunato sono stati più volte segnalati ritrovamenti di strutture e reperti archeologici mai indagati e documentati scientificamente. Nel complesso sacro sono riutilizzati numerosi manufatti archeologici (colonne, sarcofagi, cornici) ed è conservata una piccola raccolta di materiale epigrafico d’epoca romana. La tradizione sulla figura di Fortunato narra che nel suo campicello il santo rinvenne alcune monete d’oro e che Severo, milite che costruì il primo nucleo della pieve, vi trovò un tesoro, notizie che testimoniano come, fin da allora, si avesse coscienza della presenza dei resti d’epoca romana noti archeologicamente [M.R. Picuti,‘Convento San Fortunato, insediamento romano’, Itinerari nella storia. Percorsi archeologici in Valle Umbra, 2015].

GROTTE DI SAN FORTUNATO

All’interno della lecceta troviamo le cosiddette GROTTE DI SAN FORTUNATO, scavate nel colle sul quale si erge Montefalco. In origine erano forse dedicate al culto di Mitra; successivamente furono convertite a uso cristiano e secondo la tradizione popolare sono legate alla vita del santo. Così ce le descrive Silvestro Nessi: «[…] vani scavati in un banco di breccia e di argilla, di cui quello centrale a forma di croce usato come oratorio: esemplare antichissimo e quasi unico di un sotterraneo dedicato al culto in epoca paleocristiana, forse la ‘cella’ del santo nominata da Audelao nella leggenda». Per inciso Audelao, presbitero longobardo di Coccorone (l’odierna Montefalco), tramandò le ‘storie’ dei santi Fortunato e Severo [S. Nessi, S. Ceccaroni 1974]. San Fortunato è il primo patrono di Montefalco e la sua festività cade il I giorno di giugno.

CANTINE E FRANTOI

In questo territorio segnaliamo numerose CANTINE E FRANTOI che fanno parte di una rete di strade dedicate al vino e all’olio e che si possono percorrere a partire da Montefalco. La cittadina e il territorio che la racchiude, oltre che per le bellezze storiche e architettoniche, sono tra le mete turistiche più frequentate per le eccellenze enogastronomiche. Il territorio collinare che circonda Montefalco, che va dai 200 ai 470 m s.l.m., presenta fattori climatici e proprietà geopedologiche che, fin dall’epoca romana, lo hanno reso ambiente ideale per la coltivazione delle viti e dell’olivo. All’interno delle mura di Montefalco sono ancora produttive viti secolari, a testimonianza della cultura dell’uomo per questa pratica agricola. Ricordiamo che a queste stesse viti abbiamo dedicato un articolo in ‘Appendice’, curato dal Comune di Montefalco.
I vini Sagrantino, Rosso di Montefalco, Grechetto, Trebbiano Spoletino e Sagrantino passito, insieme all’olio extravergine di oliva, fanno di Montefalco e dei comuni limitrofi mete eccellenti per la scoperta dell’intera regione. A ‘La Strada del Sagrantino’ sono associati i Comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria [www.stradaoliodopumbria.it; www.stradadelsagrantino.it; www.stradadelvinoeolio.umbria.it].

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