Presentazione secondo volume – edizione 2019

Tra i rami dei grandi alberi
mi sono arrampicato
per guardare il cielo…
MARIO RIGONI STERN

Sono trascorsi quattro anni da quando, nel 2015, abbiamo pubblicato il primo volume dedicato ai PATRIARCHI VERDI, anni in cui abbiamo continuato a ricercare nuovi monumenti arborei per aggiornare il nostro progetto.
Grazie al positivo riscontro avuto dal primo libro e dalle pagine web, sempre più consultate, abbiamo avuto la fortuna di trovare tanti appassionati che hanno esplorato il territorio insieme a noi, per ampliare questo lavoro fatto di studi e ricerche sul campo.
L’ambiente che percorriamo e indaghiamo ormai da tanti anni continua a riservarci incredibili sorprese: accade ogni volta che scopriamo un nuovo patriarca verde o un nuovo ‘grande albero’ che, pur non avendo la dimensione di monumento arboreo, cattura comunque la nostra attenzione per la bellezza della chioma, per l’imponenza del portamento o perché la specie rientra tra le rarità botaniche della nostra regione.
Con questo progetto, abbiamo avuto la possibilità di ampliare tante conoscenze e di venire in contatto con realtà che, come e più della nostra, dedicano la propria attività ai patriarchi verdi. È il caso della Giant Trees Foundation nata per conoscere, difendere e tutelare i grandi alberi, perché, come leggiamo nel loro sito web: «Degli alberi sappiamo ancora troppo poco. Sono presenti sulla faccia della terra da milioni di anni, sono stati in grado di costruire e cambiare il clima e il territorio, modificandolo a loro favore e gettando le basi per l’esistenza su questo pianeta…».
Appassionati che tra i rami dei grandi alberi si arrampicano, non (solo) per guardare il cielo – che ‘da lassù’ è sicuramente ancora più bello da osservare – come suggerisce la frase di Mario Rigoni Stern, ma per conoscere meglio e più approfonditamente il mondo unico e straordinario degli alberi monumentali, per arrivare a misurarne con sempre maggiore precisione le altezze, spesso vertiginose, che per noi che non siamo treeclimbers sono lontane e irraggiungibili come i sogni più belli.
O ancora, come l’Opera Val d’Orcia, un’associazione nata non solo per tutelare con passione e responsabilità la Quercia delle Checche, conducendola a ricevere il riconoscimento di MONUMENTO VERDE del MIBACT, ma anche con l’obiettivo di sostenere e salvaguardare ambiente, paesaggio, cultura, storia e arte delle terre di Val d’Orcia.
Abbiamo conosciuto queste belle realtà al convegno organizzato a Siena, il 5 e 6 ottobre 2018, dalla stessa Associazione con l’Università di Siena e il Comune di Siena, al quale la gentilissima e instancabile presidente Nicoletta Innocenti ci ha invitati.
Questo volumetto ci offre l’opportunità di evidenziare come il patrimonio rappresentato dai patriarchi verdi sia una ricchezza naturale di assoluto valore ma che, nel contempo, come accade per le opere d’arte realizzate dall’uomo, richiede un’attenzione costante e cure assidue e particolari; per questo il Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, a gennaio 2019, ha pubblicato la prima elaborazione delle ‘Linee guida per gli interventi di cura e salvaguardia degli Alberi Monumentali’. È il primo documento ufficiale approvato da un Ministero per la gestione dei monumenti arborei, con indicazioni utili per curare e salvaguardare qualsiasi ‘grande albero’. La pubblicazione di queste linee guida è la dimostrazione tangibile dell’accresciuta attenzione verso gli alberi monumentali, dell’acquisita consapevolezza della loro importanza, ma anche della necessità di conoscere approfonditamente la biologia dei PATRIARCHIVERDI per tutelarli assicurando nel contempo, prioritariamente, la sicurezza dei cittadini. Come indicato dagli stessi tecnici che lo hanno redatto, questo primo documento sarà certamente migliorabile con la collaborazione di tutti i portatori di interesse, ma rappresenta una pietra miliare su questo tema, perché definisce termini tecnici e descrive operazioni che possono aiutare a migliorare la vita dei ‘grandi alberi’, soprattutto in un ambiente delicato e critico come quello delle città. Nello scrivere queste righe, ci è parso evidente come il nostro progetto Patriarchi verdi racchiuda in sé alcuni dei valori fondanti che spinsero, negli anni ’70 del secolo scorso, il legislatore a costituire le Comunità montane: studiare l’ambiente e il territorio, per promuoverne tutela e conoscenza. Gli Enti montani in tutti questi anni lo hanno fatto con impegno e dedizione non solo per fini culturali, come è il caso di questo e di altri progetti editoriali, ma soprattutto per salvaguardare l’ambiente e il territorio in cui tutti noi viviamo e lavoriamo, per renderlo più vivibile e sostenibile, per evitarne lo spopolamento e il degrado, per contribuire a mantenere quanto più possibile integra e vitale la biodiversità del Belpaese.
In questa occasione così particolare e per noi speciale, ci piace ricordare e ringraziare ancora una volta tutti gli appassionati, gli esperti del territorio, i cittadini che a vario titolo hanno voluto partecipare alle nostre iniziative, consentendoci di portare a termine tanti progetti che senza il loro contributo sarebbero rimasti solo nei nostri pensieri e non avrebbero mai avuto, probabilmente, alcuna pubblicazione: il network sul web www.montagneaperte.it è la sintesi di questi lavori e di queste collaborazioni; speriamo possa rimanere a disposizione di tutti gli interessati ben oltre la fine dell’Ente all’interno del quale abbiamo avuto la fortuna (ma, consentiteci, anche le competenze) di realizzare tanti studi e tante ricerche.
Concludiamo questa brevissima nota con un ringraziamento speciale ad Angelo Velatta che girando l’Umbria in lungo e in largo, in bicicletta e a piedi, ci ha segnalato tanti esemplari arborei, divenendo il nostro insostituibile collaboratore, con il quale ci ha fatto piacere confrontarci costantemente anche sulla storia, l’arte e la cultura della nostra verde Valle Umbra.

Gli autori e curatori del lavoro

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