Foligno: Il parco di Colfiorito, uno scrigno di biodiversità

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Dal sito www.parks.it

Antica armonia tra attività agricole e ambiente naturale, che si svela tra ampi altipiani dalle dolci ondulazioni in cui si alternano ambienti umidi, boschi, pascoli e campi coltivati. I Piani di Colfiorito o altopiani Plestini sono costituiti da sette conche carsiche, occupate in epoche lontane da laghi. La Palude di Colfiorito è attualmente l’unica zona degli altopiani dove l’acqua permane tutto l’anno, subendo solo oscillazioni stagionali di livello. Gli altri piani vengono allagati temporaneamente solo a seguito delle piogge. 
La palude è punto di riferimento per un gran numero di uccelli, che tra il canneto costruiscono i loro nidi, si riproducono, si nutrono. Per questo nel 1995 la Regione Umbria ha deciso di proteggerla con l’istituzione di un Parco regionale. E’ inserita nella Convenzione Ramsar che ne sottolinea l’importanza internazionale per gli aspetti naturalistici ed è individuata come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) dalla Comunità Europea per l’importanza a livello conservazionistico della comunità di uccelli presente.

www.parks.it

PARCO DI COLFIORITO: UNA PALUDE TRA LE MONTAGNE (dal secondo volume...)

DI BIANCA RITA ELEUTERI PARCO DI COLFIORITO, COMUNE DI FOLIGNO

Il Parco regionale di Colfiorito è la più piccola area protetta dell’Umbria (338 ha), ma molto interessante dal punto di vista naturale in quanto protegge un raro esempio di ambiente umido di montagna.
Dal 1976 dichiarata zona di importanza internazionale è inserita nell’elenco delle zone umide protette dalla Convenzione di Ramsar (7IT006).
L’area del Parco si estende all’interno del Comune di Foligno sullo spartiacque dell’Appennino
Umbro-Marchigiano e occupa la parte centrale di un complesso sistema composto da sette altipiani di origine tettonico-carsica, gli Altipiani di Colfiorito o Plestini, l’altitudine va dai 750 ai 926 m s.l.m.
Gli altopiani si presentano come il fondo di antichi bacini lacustri prosciugatisi naturalmente o grazie alle opere di bonifica. La Palude di Colfiorito (752 m s.l.m.) di circa 106 ha è attualmente l’unica zona degli altopiani dove l’acqua permane tutto l’anno, subendo solo oscillazioni stagionali, gli apporti idrici sono di origine meteorica e sono quindi influenzati dall’andamento stagionale. Il deflusso è invece assicurato principalmente dall’inghiottitoio del ‘Molinaccio’ così denominato perché nel 1654 fu realizzato dagli Jacobilli un impianto molitorio che impiegava quale forza motrice l’acqua della palude. Il paesaggio è caratterizzato da una vegetazione varia e articolata influenzata dalla presenza dell’area umida che crea un mosaico di ambienti diversi e habitat ideali per molte specie di animali. Là dove l’acqua permane tutto l’anno e può arrivare a una profondità massima di 3-4 m nei così detti chiari, la vegetazione è caratterizzata dalle specie acquatiche, che possono essere emergenti, galleggianti o sommerse. Una delle specie più affascinanti di questo ambiente è sicuramente la ninfea bianca, ben visibile grazie alle sue ampie foglie arrotondate e galleggianti, con stupende fioriture. Nelle acque saltuarie il terreno rimane umido e fangoso anche nel periodo estivo, la palude ospita le grandi elofite, la più caratteristica di questa fascia è la cannuccia di palude (Phragmites australis), pianta che può arrivare a oltre quattro metri d’altezza e che forma, insieme alle altre un ambiente molto importante per tanti uccelli che qui trovano cibo, riparo e siti di nidificazione. I prati palustri e i prati umidi falciabili, le formazioni arboree igrofile, caratterizzate dalla presenza di pioppi e di salici di varie specie solitari o a gruppi, completano l’intreccio di habitat. La presenza degli alberi è molto importante per l’equilibrio complessivo dell’ambiente della palude, basti pensare al loro ruolo di rifugio per l’abbondante e diversificata avifauna che frequenta in ogni stagione la palude di Colfiorito.
La presenza costante dell’acqua durante tutto l’anno garantisce la vita dei pesci, anfibi e rettili che costituiscono il principale alimento degli uccelli acquatici. Con una lista di circa 150 specie, quasi per la metà considerate minacciate in alcune zone del loro areale europeo, il Parco di Colfiorito rappresenta un paradiso per gli uccelli, stanziali e migratori. Tra le specie presenti strettamente collegate alla palude, oltre al tarabuso è importante segnalare altri aironi: il tarabusino, l’airone cinerino, l’airone rosso, l’airone bianco, la nitticora e la sgarza ciuffetto. Tra i passeriformi delle aree umide è importante segnalare la cannaiola comune, il cannareccione, il pendolino e il basettino presente come nidificante, unico sito in Umbria. Altre specie importanti collegate all’ambiente acquatico sono il germano reale, la folaga, la gallinella d’acqua e i limicoli.
Gli altopiani di Colfiorito non sono solo uno scrigno di biodiversità naturale, ma anche un luogo privilegiato per la coltivazione di numerose specialità agricole. Osservando il paesaggio è facile notare le tessere dei campi coltivati, con i loro colori che si trasformano durante l’arco dell’anno: verdi accesi in primavera, rossi e gialli sgargianti nel momento delle fioriture, tenui tinte pastello prima della raccolta.
Vengono coltivati i legumi come lenticchie, cicerchie, fagioli e ceci; i cereali come frumento, orzo e soprattutto farro, ma il prodotto tipico molto apprezzato, che ha avuto anche il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) europeo, è la patata rossa di Colfiorito, protagonista di una frequentatissima sagra che si tiene ad agosto.
Il Parco comprende nella sua area oltre alla palude di Colfiorito, il Castelliere di Monte Orve e l’area archeologica intorno alla basilica di Plestia.

ALCUNI LUOGHI D’INTERESSE NEL PARCO
| La stazione ornitologica LIPU di inanellamento
| Il percorso pedonale accessibile, lungo 800 m, fiancheggia il lato nord-est della palude
| Fonte Fontaccia, posta sotto l’abitato di Forcatura, punto di osservazione particolarmente panoramico e area pic nic
| La località Molinaccio, cuore del parco, comprende l’inghiottitoio, la casa del Mollaro, il pontile ed è il punto di arrivo del percorso pedonale
| Il Monte Orve, punto più alto dell’area parco, con i suoi 926 m s.l.m. offre una panoramica sugli altopiani plestini, sede di antichi insediamenti
| Santa Maria di Plestia, situata al confine delle regioni Marche e Umbria, crocevia di storia e di spiritualità

L’osservatorio naturalistico: a disposizione per chiunque voglia praticare il birdwatching. Il periodo consigliato per gli avvistamenti va da marzo a settembre. Altri punti di osservazione suggeriti si trovano in località Croce Cassicchio, Fonte Fontaccia e Fagiolaro.
Il Museo Naturalistico del Parco di Colfiorito è un bene culturale specifico del territorio degli Altopiani Plestini, ospita e conserva materiale storico e naturalistico ed è un importante strumento per la diffusione della cultura scientifica, storica, ambientale del territorio di riferimento, inserendosi e integrando perfettamente l’offerta culturale del Comune di Foligno e del confinante territorio marchigiano.

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