Pini domestici – Assisi, Petrignano, via dei Pini

249 512 Patriarchi Verdi. Itinerari in Valle Umbra
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Nome botanico della specie: Pinus pinea L.
Circonferenza tronco: 3,20 m
Altezza pianta: 28,0-30,0 m (stimata)
Ampiezza chioma: 25,0-26,0 m (stimata)
Età: oltre 110 anni (furono, infatti, piantati nel 1908)
Stato di salute (a vista): buono
Altitudine (m s.l.m.): 208
Rilevatore/autore della scheda: Giampaolo Filippucci, Alvaro Paggi, Tiziana Ravagli

VIA DEI PINI IN PETRIGNANO DI ASSISI, DETTO STRADONE: LA STORIA
DI ROMOLO CESARETTI
I lati della strada ‘viale dei Pini’ nel 1904 erano piantumati con piante di gelso, in quanto le foglie delle stesse erano utilizzate per alimentare i bachi per la produzione della seta.
Nel 1908 il proprietario delle aree limitrofe (proprietà Agostinelli) incaricò la famiglia di Piccardi Domenico di intercalare le piante di gelso con dei pini.
Nel rettificare e bitumare la strada che conduce a Bastia Umbra ne venne abbattuto uno.
Un secondo pino fu abbattuto nel realizzare la ‘rotonda’, con al centro una fontana, posta all’ingresso del paese per chi viene da Bastia.
A causa degli eventi atmosferici del 2004, 2014 e 2015 sono stati abbattuti in totale altri 3 pini.
Attualmente le piante ancora esistenti ricadono su terreni di proprietà della famiglia Mignini.

Da queste notizie, sintetiche ma ricchissime di informazioni interessanti, prende avvio il nostro racconto…
Ci siamo imbattuti in questo viale casualmente, cercando un vecchio olmo che ci è stato segnalato in zona: l’olmo in questione non si avvicina ai valori minimi che la normativa in tema di alberi monumentali suggerisce per le varie specie di Ulmus, ma per raggiungerlo (e valutarlo) abbiamo dovuto percorrere interamente via dei Pini, da qui la nostra scoperta. Questa scheda, però, non vuole raccontare un singolo esemplare di Pinus pinea, neppure il pino domestico segnalato e scelto, tra i tanti, perché ci è sembrato il più grande di tutta la serie (non solo a occhio ma anche dopo varie misurazioni della circonferenza di diversi esemplari); questa scheda vuole essere un omaggio a questo doppio filare arboreo del tutto particolare che anima con la sua presenza la lunga strada che dalla rotonda di via Indipendenza, a Petrignano di Assisi, si fonde con via Carlo Alberto Dalla Chiesa: un viale in cui si susseguono quasi senza soluzione di continuità altissimi ed eleganti pini domestici e bassi gelsi bitorzoluti.
I pini con le loro possenti e superficiali radici hanno già sconquassato il debole asfalto della sede stradale e, certamente, sono stati e saranno nel tempo attenzionati perché la presenza delle alberature lungo le pubbliche vie pone sempre interrogativi in merito alla sicurezza pubblica e privata; la specie Pinus pinea, in particolare, deve la propria fortuna in tanti viali alberati di tante città per la «capacità di sviluppare il suo inconfondibile profilo in tutte le condizioni pedoclimatiche che gli vengono offerte, comprese quelle più ostili, proprie del contesto urbano.
D’altro canto, l’onnipresenza di questa specie nei centri abitati della costa adriatica centro-settentrionale evidenzia almeno due ben note problematiche: il sollevamento sistematico delle pavimentazioni e l’occasionale, talvolta inspiegabile cedimento strutturale di esemplari ritenuti fisiologicamente sani e meccanicamente stabili».Tuttavia, prima di pensare a tagliare ogni pino domestico di ogni viale in città o in periferia, è bene ricordare come studi puntuali possano aiutare a «svelare i meccanismi biologici che sottendono al suo peculiare comportamento, al fine di ottenere indicazioni utili per la sua corretta gestione in città» [G. Morelli, P. Raimbault, Le peculiarità del Pinus pinea, www.arbestense.it, 25 gennaio 2019].
I gelsi, inframezzati ai pini maestosi, con le loro forme nodose per le tante ed estreme capitozzature a cui sono annualmente sottoposti, ci richiamano alla mente paesaggi antichi di quando questa specie veniva coltivata per le fronde, foraggio indispensabile per l’allevamento del baco da seta, che un tempo aiutava a sostenere la debole economia contadina di tanti luoghi in Italia e non solo. Come racconta bene wikipedia: «La produzione di bozzoli in Italia cominciò a declinare nel periodo tra le due guerre mondiali fino a scomparire dopo l’ultima, a causa di due fattori: la produzione di fibre sintetiche e il cambiamento dell’organizzazione agricola, dove l’allevamento dei bachi era affidato ai singoli contadini e mezzadri soprattutto alle donne e ai bambini» [it.wikipedia.org/wiki/Bachicoltura, 25 gennaio 2019].
Di quell’economia ormai scomparsa i gelsi rappresentano un’ultima traccia, anche qui, lungo quella che oggi conosciamo come via dei Pini e che un tempo, come ci ha raccontato bene Romolo Cesaretti che ringraziamo per la collaborazione, era un viale di campagna interamente bordato da tanti esemplari di utili gelsi.

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