Bastia Umbra

A cura di Roberto Orsini
BASTIA UMBRA

Bastia Umbra ha restituito numerose testimonianze del proprio passato, con gruppi di ritrovamenti databili dall’Eneolitico tardo fino all’età del Ferro (Costano, Bastia Umbra). In quest’epoca il grande invaso lacustre denominato Lacus Umber, che nella sua fase di massima espansione misurava 120 km da nord a sud e 30 km da est a ovest, era in via di estinzione; al suo posto, una vasta pianura acquitrinosa si estendeva dalla collina di Trevi fino alle pendici del monte di Deruta e delle colline di Torgiano, Brufa, Collestrada e Sant’Egidio. L’area su cui oggi sorge il castello altomedievale di Bastia si presentava allora come una pianura sporgente dalla palude che offriva rifugio e protezione alle popolazioni che non avevano trovato la possibilità di insediarsi sulle colline circostanti; questa caratteristica morfologica gli valse il nome di “Insula”. L’arco cronologico dei ritrovamenti si interrompe bruscamente alla fine dell’età del Ferro per poi ricomparire tra la fine del periodo repubblicano e la prima età imperiale, con numerose iscrizioni che raccontano l’ordinamento istituzionale e la vita quotidiana di un centro abitato evidentemente posto sotto la pertinenza del municipio di Asisium, che con i suoi grandiosi monumenti e le sue ville era sicuramente una delle città più ricche dell’Umbria antica. Alcune epigrafi attestano la presenza di gentilizi riscontrabili ad Assisi, come ad esempio la gens Mimisia e la gens dei Rasnii, di origine etrusca. Il ritrovamento più significativo è certamente un cippo di confine (II-I secolo a.C.) rinvenuto a Bastiola ed esposto presso il Museo Archeologico di Assisi, che documenta i magistrati marones e costituisce uno dei primi esempi di adozione dell’alfabeto latino, pur conservando ancora la lingua umbra.

La mappa del territorio con i luoghi di interesse archeologico censiti (clicca sul segnalino per aprire la scheda)

Alcune schede

Il territorio compreso fra Bastia Umbra, Bastiola e Costano ha restituito numerosi reperti epigrafici che testimoniano lo stretto legame del centro con le istituzioni politiche e le famiglie patrizie di Assisi.
In particolare, il rinvenimento di un elemento di confinazione in località Bastiola permette di ipotizzare la presenza di un percorso importante che ne attraversava l’odierno centro, probabilmente una direttrice di collegamento fra l’area etrusca (Torgiano, Deruta, Bettona) e quella romana (Assisi, Spello) della Valle Umbra.
Si tratta, nella fattispecie, di un cippo di confine in lingua umbra con caratteri latini (CIL XI 5389) in cui sono menzionati i magistrati marones (II-I a.C.), oggi conservato presso il Museo Archeologico di Perugia.

Bastiola, cippo di confinazione
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