Trevi

A cura di Maria Romana Picuti
TREVI

Trebiae è un centro sorto lungo il braccio orientale della via Flaminia d’epoca romana e per questo viene menzionato, fino ad epoca tarda, negli itinerari stradali romani.
La collina conserva una bella cinta muraria, non troppo estesa, in opera vittata, con un nucleo cementizio rivestito da blocchetti regolari di calcare, con torri quadrangolari e tre porte.
Venne realizzata presumibilmente nel I secolo a.C., anche se da alcuni studiosi viene datata ad epoca tardoantica.
All’interno di questa sono stati individuati imponenti muraglioni, anch’essi in opera vittata e pertanto contemporanei alle mura, che avevano funzione di sostruzione e di terrazzamento per la sistemazione dei fianchi scoscesi del colle. Per il resto non si ha notizia di ritrovamenti archeologici nell’area del centro storico di Trevi, se si escludono alcune iscrizioni funerarie d’epoca romana e blocchi di reimpiego utilizzati negli edifici medievali.
A causa dell’assenza di altri ritrovamenti significativi e della diversa datazione ipotizzata dagli studiosi per le mura, ancora oggi molto dibattuto è il tema dell’originaria collocazione del centro, che alcuni tendono a collocare lungo il tracciato della via Flaminia, nell’area pianeggiante intorno alla pieve medievale di Santa Maria in Pietrarossa, dove si segnala un’importante area archeologica.
Nei pressi della chiesa, nel corso di lavori per la realizzazione della linea ferroviaria, nella seconda metà dell’Ottocento, e poi negli anni Ottanta del Novecento, in occasione della creazione del sottopassaggio ferro viario, sono fortuitamente venute alla luce alcune strutture murarie e reperti databili a partire dalla tarda età romana repubblicana, che attesterebbero l’esistenza di un importante centro abitato posto lungo la via Flaminia, per certo con funzione di luogo di sosta.
La presenza di edifici antichi utilizzati come cave per l’estrazione di materiali lapidei è testimoniata dal largo uso di blocchi riutilizzati nelle strutture della pieve medievale. Il ritrovamento di una dedica a Giove (Iuppiter Optimus Maximus) e quella ad Ercole testimoniano inoltre l’esistenza di luoghi di culto dedicati a queste divinità.
L’iscrizione di Giove, databile alla fine del II secolo a.C. è ancora oggi visibile all’interno della chiesa.
Poche centinaia di metri ad est della chiesa, in tempi recenti, è venuta alla luce una necropoli longobarda; i defunti deposti in fosse, oppure dentro cassoni lapidei, recavano accanto al corpo un corredo, generalmente formato da una fiaschetta, un pettinino in osso, fibbie di bronzo, armi (spatha e sax) e gioielli, che permettono di datare la frequentazione dell’area funeraria tra la fine del VI e il VII secolo d.C.
Si ricorda in fine che nella località di Picciche è stata ritrovata, riutilizzata nella chiesa di Santo Stefano, una delle due copie della Lex luci, la legge che regolava il taglio della legna nel bosco sacro (lucus) a Giove.

RACCOLTA D'ARTE DI SAN FRANCESCO

Il Museo archeologico e la Pinacoteca sono ospitati nei locali dell’ex convento di San Franceso, dove è possibile vedere i reperti provenienti dal territorio comunale.
Particolarmente significativa è la presenza di un’iscrizione in latino arcaico da Bovara e i corredi delle tombe longobarde scavate nei pressi di Santa Maria in Pietrarossa.

La mappa del territorio con i luoghi di interesse archeologico censiti (clicca sul segnalino per aprire la scheda)
ComuneSchedaTitoloLatitudineLongitudineAltitudine (m. s.l.m.)RilevatoreDescrizioneViabilitàPunti d'osservazioneTipologiaInterpretazioneEpoca di frequentazioneRepertiConservazioneFonti cartograficheFonti storicheBibliografiaNote
Trevi560Borgo Trevi, chiesetta di Sant'Egidio, reimpieghi42.87615512.737681229Maria Romana PicutiNelle murature della chiesa sono stati riutilizzati blocchi di epoca romana. Il ritrovamento di un'area di sepolture viene così descritto nel sito dell'Associazione Pro Trevi "Anticamente era l'unica costruzione al margine della strada Flaminia. In tempi remoti le si affiancò un ospedale per il ricovero e l'assistenza dei viandanti. Grossi blocchi di pietra riutilizzati negli angoli rivelano chiaramente la loro provenienza di spoglio di monumenti romani. Durante lavori di consolidamento e di isolamento nel 1971, lungo la parete est a monte, vennero alla luce sarcofagi in cotto, ora nella Raccolta d'arte di San Francesco (inedito 1999)".Strada provinciale 458, 3Trevi, Monte BrunetteSepolture / reimpieghiEpoca romanaS. Nessi, S. Ceccaroni,Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Spoleto 1979, p. 88 (riutilizzo); Associazione Pro Treviwww.protrevi.com.
Trevi561Borgo Trevi, pastificio Bonaca, necropoli romana42.86559712.737102217Maria Romana PicutiNei pressi del pastificio Bonaca, attualmentemulino sul Clitunno, proprietà Marani,nel 1920, furono riportate alla luce delle sepolture con copertura alla cappuccina e sarcofagi in terracotta.Strada Provinciale 458, 3Trevi, Monte BrunetteNecropoliEpoca romanaC. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 93.
Trevi562Bovara, villaggio, luogo di culto romano42.86011912.746530273Maria Romana PicutiA Bovara si localizza il ritrovamento di un'importante iscrizione in alfabeto latino molto antico, di difficile interpretazione, che si data alla fine del III secolo a.C. e, stante la presenza del verbo "diedero", sembra riferirsi ad una dedica sacra, che attesterebbe la presenza di un luogo di culto, di cui, al momento, sfugge il nome della divinità titolare. Di recente è stato anche individuato un antico tratto della via Flaminia che, correndo più a monte di quella moderna, lambiva le pendici del colle su cui va localizzato il santuario. è probabile che Bovara, nota anche per altri ritrovamenti d'epoca romana, e situata all'incrocio tra la via Flaminia e una callis, una via della transumanza che toccava le località Colle, Bovara e Faustana e, dopo avere attraversato la valle, arrivava alle località di La Bruna, Scigliano, Tervenano e Petrognano, fosse contemporaneamente sede di un villaggio (pagus), di un luogo di culto e di un mercato del bestiame, così come il nome "Bovara" lascia intendere.Strada Provinciale 425, 2Monte Serano, Monte Brunette, Valle UmbraVillaggio / santuario / callisEpoca romanaIscrizione latinaRaccolta archeologica diCIL XI, 5007; G. Cannelli Bizzozzero, Dove si trovava la città di Trevi all'epoca dei Romani?, «Nuova economia, edito dalla Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Perugia», 5 Maggio 1973; L. Sensi, Trebiae, in Epigrafia, Actes du Colloque d'épigraphie latine en mémoire de Attilio Degrassi, Roma, 27-28 mai 1988, (Coll.EFRome, 143), pp. 409-411, n. 144 = AE 1991, 629;Dorsale Appenninica Centro-nord. Ricerche per la progettazione di una rete di itinerari turistici e ecologici, Perugia 1995, p. 168, n. 346; C. Zenobi,Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, pp. 40-43, 99-100, 108;G. Giannecchini, in A. Massi, A. Calderini, in L. Agostiniani, A. Calderini, R. Massarelli (a cura di), Screhto est. Lingua e scrittura degli antichi Umbri, Catalogo della mostra, Perugia - Gubbio, 22 settembre 2011 - 8 gennaio 2012, Città di Castello 2011, pp. 82-83, nn. 75-76.
Trevi563Casco dell'Acqua, insediamento romano42.90229012.706996210Maria Romana PicutiLa presenza di un insediamento rustico d'epoca romana è indiziata dal ritrovamento di un dolio, un grande contenitore per la conservazione di derrate alimentari.Strada Provinciale 458, 3, viabilità locale verso Casevecchie e il reticolo dei fiumi e dei canali che attraversano la valle Umbra.Trevi, Monte Cologna, Monte LagarellaInsediamento rusticoEpoca romanaDolioRaccolta civica di TreviDorsale Appenninica Centro-nord. Ricerche per la progettazione di una rete di itinerari turistici e ecologici, Perugia 1995, p. 167, n. 341; C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 105-108.
Trevi564Colle, tracciato romano transumanza42.86636312.750576243Maria Romana PicutiRecenti studi dedicati alla centuriazione della valle Umbra hanno portato all'individuazione di una callis, un antico tracciato della transumanza, che metteva in collegamento la flaminia carsulana all'altezza di vicus Martis Tudertium (Massa Martana),il Monte Martano e la valle spoletana. Questo toccava, da una parte della valle, le località la Bruna, Scigliano, Tervenano e Petrognano e, dall'altra, Faustana, Bovara e Colle.Strada Provinciale 458, 5Valle Umbra, Monte BrunetteViabilitàEpoca romanaP. Camerieri, D. Manconi, Le centuriazioni della Valle Umbra da Spoleto a Perugia, «Bollettino di Archeologia online», Numero speciale, www.beniculturali.it/bao., p. 8.
Trevi565Collecchio, chiesa di Sant'Andrea, iscrizioni latine42.89133312.745856318Maria Romana PicutiUn frammento di lastra con iscrizione latina è stata rinvenuta nei pressi della chiesa e altri due documenti epigrafici sono riutilizzati nell'edificio sacro.Strada Provinciale 425, 2Trevi, valle Umbra, Monte Cologna, Monte BrunetteIscrizioni latineLa presenza di iscrizioni funerarie fa pensare all'esistenza di una necropoli d'epoca romana e del relativo insediamento antropico.Epoca romanaCIL XI, 5002; 5008; S. Nessi, S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Spoleto 1979, p. 152-154; F. Spellani, Due epigrafi inedite scoperte a Trevi, «Spoletium», XV, 1971, pp. 57-58; C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, pp. 87, 92-3, 98;S. Marchi,La forma urbana dell'antica Trevi, in L. Quilici, S. Quilici Gigli (a cura di),Città dell'Umbria, Città romane, 3 (A.T.T.A., 11 supplemento, 2002), p. 171; S. Sisani, Umbria Marche, Roma - Bari 2006, p. 118.
Trevi566Collecchio, industria litica42.89105812.746111338Maria Romana PicutiNella zona si segnala il rinvenimento di resti di industrie litiche preistoriche di epoca neo-eneolitica.Strada provinciale 425, 2, viabilità localeTrevi, Valle Umbra, Monte BrunetteReperti liticiEpoca eneolitica e neoliticaPiano territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), Trevi, n. 724 "Collecchio. Industrie litiche neo-eneolitiche. Segnalazione di rinvenimenti riferiti solo a toponimo".
Trevi567Corciano, toponimo42.85271812.750185263Maria Romana PicutiToponimo di tipo prediale (dal latinopraedium, fondo) che indizia la presenza di un insediamento antico. Tale categoria di toponimi è riconoscibile sulla base della terminazione in -ano, un suffisso che si aggiungeva al nome della famiglia romana (gens) cui il podere apparteneva e che stava ad indicare la proprietà.Strada Provinciale 425, 2Monte Brunette, valle UmbraToponimo predialeProbabile insediamentoEpoca romana (?)Inedito
Trevi568Faustana, insediamento romano42.86595612.737145217Maria Romana PicutiNella zona della villa la Faustana si segnala il rinvenumento di un insediamento romanoStrada provinciale 458, 3Trevi, Monte Brunette, PiggeInsediamentoEpoca romanaPiano territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), Trevi, n. 727 "S. Faustana. Insediamento romano. Area non definita".
Trevi569Manciano, insediamento romano, toponimo42.90586112.759187509Maria Romana PicutiA Manciano si segnala il ritrovamento di un pavimento in opera spicata, un tipo di pavimento realizzato con mattoncini disposti a spina di pesce, e frammenti di ceramica e di olle (contenitori senza manici) d'epoca romana. Il toponimo, di tipo prediale (dal latinopraedium, fondo) indizia la presenza di un insediamento antico. Tale categoria di toponimi è riconoscibile sulla base della terminazione in -ano, un suffisso che si aggiungeva al nome della famiglia romana (gens) cui il podere apparteneva e che stava ad indicare la proprietà.Strada Provinciale 425, 2, poi viabilità locale, seguendo la strada che da Santa Maria in Valle porta alla frazione di Ponze.Valle Umbra, Trevi, Monte Cologna, Monte BrunetteInsediamento rustico / Toponimo predialeEpoca romanaC. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 93, p. 108 (pietre di spoglio).
Trevi570Manciano, Montelegno, santuario umbro, insediamento42.90659612.756778574Maria Romana PicutiIl ritrovamento di bronzetti votivi di tipo italico attesta l'esistenza di un luogo di culto umbro. Nella zona è segnalato anche il ritrovamento di tre cisterne di forma rettangolare realizzate in opera cementizia e rivestite in cocciopesto.Strada Provinciale 425, 2, poi viabilità locale seguendo la strada che da Santa Maria in Valle porta a Ponze.Valle Umbra, Trevi, Brunette, Monte ColognaLuogo di culto ulmbro / insedamento rustico d'epoca romanaEpoca umbra / epoca romanaDorsale Appenninica Centro-nord. Ricerche per la progettazione di una rete di itinerari turistici e ecologici, Perugia 1995, p. 167, n. 342; C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 7; C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 93; S. Sisani, Umbria Marche, Roma - Bari 2006, p. 119.
Trevi571Matigge, iscrizione latina42.90107712.742590331Maria Romana PicutiNella demolizione di uno degli altari laterali (XVI-XVIII secolo) della chiesa di San Clemente è tornata alla luce una lastra in marmo con iscrizione funeraria latina databile intorno al 337 d.C., in cui si ricorda Cassia Lucia morta all'età di quattordici anni.Strada Provinciale 425, 2Valle Umbra, Trevi, Monte Brunette, Monte ColognaL'iscrizione testimonia l'esistenza nella zona di Matigge di una necropoli e quindi un insediamento rustico o di un villaggio.Epoca romanaIscrizione latinaL. Sensi,Un nuovo documento epigrafico da Matigge, «Bollettino storico della città di Foligno», XI, (1987), pp. 396-397.
Trevi572Monte Castello, toponimo42.91513812.779968822Maria Romana PicutiIl toponimo ricorda la presenza di un insediamento fortificato di cui si ignora l'epoca.Strada provinciale 425, 2, poi da Santa Maria in Valle e PonzeTrevi, Monte Cologna, Monte BrunetteCastelliere (?)Epoca umbra (?)Piano territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), Trevi, n. 1171 "Monte Castello, probabile castelliere. Toponimo significativo di presenza archeologica".
Trevi573Monte Castiglione, toponimo42.92063812.767523547Maria Romana PicutiIl toponimo ricorda la presenza di un insediamento fortificato di cui si ignora l'epoca.Strada provinciale 425 -2, poi da Santa Maria in Valle si prende la strada per Manciano e la località le Corone.Trevi, Monte Cologna, Monte BrunetteCastelliere (?)Epoca umbra (?)Piano territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), n. 1170 "Castiglione. Probabile castelliere. Toponimo significativo di presenza archeologica"
Trevi574Monte Lagarella, area di fittili preromana42.90567712.8043441275Maria Romana PicutiLa raccolta di materiale ceramico sul Monte Lagarella (1275 m), lungo il confine con l'attuale territorio di Sellano, territorio nel quale si segnalano analoghi ritrovamenti anche a Colle Gatto (1237 m.) ed al Pian di Spina, nella sella tra due alture (1086 e 1053 m.) e lungo le propaggini dei monti Civitella e Rozzo, fa pensare all'esistenza di ricoveri temporanei e di casupole legate alla permanenza stagionale di greggi nei pascoli d'alta quota.Da Trevi al Monte Brunette passando per Coste, poi sentieristicaMonte Aguzzo, Monte Cologna, Monte BrunetteRicovero temporaneoEpoca preromanaM.R. Picuti, Il territorio fulginate in età arcaica (inizi VI sec. - prima metà IV sec. a.C.): gli insediamenti, in Fulginates e Plestini popolazioni antiche nel territorio di Foligno. Catalogo della mostra, Foligno 1999, p. 28; C. Lorenzini, La romanizzazione del territorio fulginate, in Fulginates e Plestini popolazioni antiche nel territorio di Foligno. Catalogo della mostra, Foligno 1999, p. 31; M.R. Picuti, Ricerche vecchie e nuove sul territorio di Cancelli di Foligno (PG) in epoca romana, in M. Cancelli (a cura di), Cancelli, l'arte del gregge, Milano 2009, pp. 8-19.
Trevi575Monte Serano, castelliere42.86604412.7997191426Tommaso Mattioli, Maria Romana PicutiInsediamento d'altura fortificato (castelliere):il rinvenimento di frammenti fittili di età protostorica, alcuni dei quali attribuibili all'età del bronzo finale, fa ipotizzare l'esistenza di un insediamento d'altura, posto a controllo della porzione meridionale della valle Umbra, da un lato, e del tracciato della via della Spina, dall'altro.Rinvenimento di materiale ceramico di impasto di epoca protostorica effettuato da G. Filippi e F. Di Gennario nel 1982. Attualmente la struttura del castelliere è in parte compromessa dallo scavo per la messa in opera di una antenna ripetitore.Strada Provinciale 458, 1 per Pettino, poi viabilità montanaMonte Brunette, Valle UmbraInsediamento d'altura fortificatoEpoca protostorica; epoca preromanaCeramica d'impasto protostoricaM.C. De Angelis,Spoleto.Il colle della Rocca. Primi risultati di scavo, Perugia 1994, p. 45;C. Zenobi,Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 22;Dorsale Appenninica Centro-nord. Ricerche per la progettazione di una rete di itinerari turistici e ecologici, Perugia 1995, p. 168, n. 347. PTCP Perugia PUNTI 1999, n° 1180 P.U.T. 2000, n. 527
Trevi576Parrano, toponimo42.88230912.743753231Maria Romana PicutiToponimo di tipo prediale (dal latinopraedium, fondo) che indizia la presenza di un insediamento antico. Tale categoria di toponimi è riconoscibile sulla base della terminazione in -ano, un suffisso che si aggiungeva al nome della famiglia romana (gens) cui il podere apparteneva e che stava ad indicare la proprietà.Strada provinciale 458, 3Trevi, Valle Umbra, Monte BrunetteToponimo predialeProbabile insediamentoEpoca romana (?)Piano territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), Trevi, n. 725 "Parrano. Toponimo prediale, villa rustica romana? Toponimo significativo di presenza archeologica".
Trevi577Picciche, chiesa di Santo Stefano, iscrizione latina42.84518612.699169224Maria Romana PicutiNel 1913 Giuseppe Sordini, ispettore alle Belle arti, vide inserito nelle murature della chiesa il cippo contenente una delle due copie della lex luci Spoletina, ora conservato al Museo archeologico nazionale di Spoleto. L'altro esemplare era già stato scoperto dallo stesso Sordini a San Quirico di Castel Ritaldi. I due cippi, realizzati in pietra calcarea, presentano un testo praticamente identico, che si data al III secolo a.C. Collocati presso i confini settentrionali del territorio spoletino e per certo posti in relazione con l'istituzione della colonia di diritto latino di Spoletium fondata nel 241 a.C., delimitavano un bosco sacro a Giove e riportavano le norme che ne regolavano l'accesso e l'utilizzo del legname. Questa la traduzione: "Questo bosco sacro nessuno profani, né alcuno asporti su carro o a braccia ciò che al bosco sacro appartenga, né lo tagli, se non nel giorno in cui sarà fatto il sacrificio annuo; in quel giorno sia lecito tagliarlo senza commettere azione illegale in quanto lo si faccia per il sacrificio. Se qualcuno (contro queste disposizioni) lo profanerà, faccia espiazione offrendo un bue a Giove; se lo farà consapevole di commettere azione illegale, faccia espiazione offrendo un bue a Giove e inoltre paghi 300 assi di multa. Il compito di far rispettare l'obbligo tanto dell'espiazione quanto della multa sia svolto dal dictator"Strada Provinciale 447, 1 e 448, 1 poi viabilità localeTrevi, Monte Brunette, Monti MartaniIscrizione latina legge sacraEpoca romanaMuseo archeologico nazionale di SpoletoTra le tante opere che hanno trattato di questi importanti documenti si ricorderanno solamente i riferimenti al Corpus inscriptionum latinatum (CIL I, 2, 366 e CIL I, 2, 2872), l'articolo di S. Panciera da cui è tratta la traduzione, S. Panciera, La lex luci spoletina e la legislazione sui boschi sacri in età romana, in Monteluco e i boschi sacri, Atti del Convegno, Spoleto 1993, Spoleto 1994, pp. 25-46,e il recente contributo di L. Donnini, G. Giannecchini, in L. Agostiniani, A. Calderini, R. Massarelli (a cura di), Screhto est. Lingua e scrittura degli antichi Umbri, Catalogo della mostra, Perugia - Gubbio, 22 settembre 2011 - 8 gennaio 2012, Città di Castello 2011, pp. 82-83, nn. 75-76, con bibliografia precedente.
Trevi578Pietrarossa, insediamento romano42.88834012.727702210Maria Romana PicutiNei pressi della chiesa, nel corso di lavori per la realizzazione della linea ferroviaria, nella seconda metà dell'Ottocento e poi negli anni Ottanta del Novecento, in occasione della realizzazione del sottopassaggio ferroviario, sono fortuitamente venute alla luce alcune strutture murarie e reperti databili a partire dalla tarda età romana repubblicana, che attestano l'esistenza di un importante centro abitato, presumibilmente un luogo di sosta posto lungo la Flaminia, via di cui sono stati tra l'altro riportati alla luce i resti della massicciata originaria. La presenza di edifici antichi utilizzati come cave per l'estrazione di materiali lapidei è testimoniata dal largo uso di blocchi riutilizzati nelle strutture della pieve medievale. Il ritrovamento di una dedica a Giove (Iuppiter Optimus Maximus) e quella ad Ercole testimoniano inoltre l'esistenza di luoghi di culto dedicati a queste divinità.Strada Provinciale 458, 3.Trevi, Monte BrunetteInsediamento / luoghi di cultoEpoca romanaCIL XI, 4997, 499, 5001, 5003, 5012, 5015, 5019; G. Prosperi Valenti, Il culto di Giove nella Valle Spoletina, «Spoletium», 1983, pp. 46-50; G. Prosperi Valenti, Nuova dedica sacra da Pietrarossa (Trevi nell'Umbria), «Epigraphica», XL, (1984), pp. 207-210; L. Sensi, Trebiae, «Quaderni dell'Istituto di Topografia antica dell'Università di Roma», VI, (1974), pp. 183-190; S. Nessi, S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Spoleto 1979, pp. 155-163; L. Di Marco, Scavi settecenteschi a S. Maria di Pietrrossa in un documento inedito, «Spoletium», XXXI, (1986), pp. 95-96; La chiesa di S. Maria di Pietrarossa presso Trevi: il territorio, l'archeologia, l'architettura, la decorazione pittorica, il Santuario Mariano, «Bollettino Deputazione storia patria per l'Umbria», LXXXVII, (1990), pp. 117-130; Dorsale Appenninica Centro-nord. Ricerche per la progettazione di una rete di itinerari turistici e ecologici, Perugia 1995, p. 167, n. 343; C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, pp. 76-, 122-128, 184; S. Marchi, La forma urbana dell'antica Trevi, in L. Quilici, S. Quilici Gigli (a cura di), Città dell'Umbria, Città romane, 3 (A.T.T.A., 11 supplemento, 2002), p. 171; S. Sisani, Umbria Marche, Roma - Bari 2006, p. 118.
Trevi579Pietrarossa, necropoli longobarda42.88802812.728663210Maria Romana PicutiPoche centinaia di metri ad est della chiesa è venuta alla luce una necropoli con sepolture deposte in fosse terragne, cioè direttamente nella terra, oppure dentro un cassone lapideo. Si tratta di sepolture sia di adulti, sia di individui giovani. Quasi tutte presentano un corredo, generalmente formato da una fiaschetta, un pettinino in osso, fibbie di bronzo, armi (spatha e sax) e gioielli.Strada Provinciale 458, 3, poi viabilità localeTrevi, Monte Brunette, Monte Cologna, Monti MartaniNecropoliLa necropoli attesta, nelle vicinanze, l'esistenza di un insediamento abitato in epoca longobarda.Epoca longobarda (fine VI - VII secolo)M.L. Manca, Trevi. Il sistema idraulico, in A. Melelli, L. D. Venanti (a cura di), Umbria sotterranea. Archeologia e idraulica urbana, Perugia 2007, pp. 221-224; M. Albanesi, Reperti ceramici dalla necropoli alto-medievale di Pietrarossa di Trevi (PG), in Le forme della crisi (atti del convegno Spoleto 2012, (in stampa); M. Albanesi, I materiali di epoca longobarda dalla necropoli di Pietrarossa di Trevi (PG), Schede, in Museo di Trevi. Catalogo Regionale per i Beni Culturali dell'Umbria (in stampa).
Trevi580San Donato, blocchi di reimpiego42.89714512.746866329Maria Romana PicutiNella chiesa sono riutilizzati blocchi provenienti da una costruzione d'epoca romanaStrada Provinciale 425, 2Trevi, Monte Cologna, Monte LagarellaBlocchiEpoca romanaAssociazione pro Trevi (http://www.protrevi.com/protrevi/sdonato.asp)
Trevi581San Lorenzo, chiesa Sant'Apollinare, reimpieghi42.85281012.724322220Maria Romana PicutiNella chiesetta di Sant'Apollinare, oggi proprietà privata della famiglia Natalini sono stati riutilizzati blocchi squadrati di spoglio e un'epigrafe latina d'epoca romana proveviente da un monumento funerario. Carlo Pietrangeli segnala inoltre la presenza di sculture.Strada Provinciale 448, 1Trevi, Mote BrunetteReimpieghi / iscrizioneEpoca romanaCIL XI, 4938; C. Pietrangeli, Spoletium (Spoleto), Italia romana: municipi e colonie, Roma 1939, p. 96, nota 34; M. Gaggiotti, D. Manconi, L. Mercando, M. Verzar, Umbria Marche, Bari 1980, p. 121; S. Nessi, S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Spoleto 1979, p. 164; C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 98.
Trevi582San Pietro a Pettine, iscrizione latina42.88665012.744128280Maria Romana PicutiNella chiesa si San Pietro a Pettine sono state riutilizzati nelle murature: iscrizioni latine d'epoca romana e blocchi romani provenienti da qualche grande edificio o monumento sepolcrale.Strada Provinciale 425, 2Valle Umbra, Trevi, Monte Cologna, Monti BrunetteIscrizioni / reimpieghiEpoca romanaCIL XI, 5009; 5021 C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 98-99, p. 108; S. Marchi, La forma urbana dell'antica Trevi, in L. Quilici, S. Quilici Gigli (a cura di), Città dell'Umbria, Città romane, 3 (A.T.T.A., 11 supplemento, 2002), p. 171.
Trevi583Trevi, centro storico, cinta muraria romana42.87860912.746701412Maria Romana PicutiLa collina conserva una bella cinta muraria in opera vittata, formata cioè da un nucleo cementizio rivestito da blocchetti regolari di calcare; la cinta, non troppo estesa, era rinforzata da torri quadrangolari e presentava tre porte; studi recenti hanno attribuito al periodo al I secolo a.C., anche se da taluni studiosi viene datato ad epoca tardoantica. All'interno di essa sono stati individuati imponenti muraglioni, anch'essi in opera vittata, e pertanto contemporanei alla cinta, che avevano funzione di opere di sostruzione. Per il resto non si ha notizia di ritrovamenti archeologici sulla collina su cui sorge il centro medievale, se si escludono alcune iscrizioni funerarie d'epoca romana e blocchi di reimpiego riutilizzati negli edifici medievali.La raccolta archeologica è visibile nei locali dell'ex convento di San Francesco adibito a museo ed a pinacoteca, e ospita una raccolta di reperti d'epoca romana provenienti dal territorio comunale. Una collezione antiquaria si conserva presso il palazzo Valenti.Strada provinciale 425, 1Monte Brunette, Monti Martani, Valle UmbraCentro antico / muraEpoca romanaCIL XI, 5006;G. Bragazzi, La Rosa dell'Umbria, Foligno 1864, p. 189; S. Nessi, S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Spoleto 1979, p. 114;C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, pp. 63, 105, 107, 108; S. Marchi, La forma urbana dell'antica Trevi, in L. Quilici, S. Quilici Gigli (a cura di), Città dell'Umbria, Città romane, 3 (A.T.T.A., 11 supplemento, 2002), p. 171;S. Sisani,Umbria Marche, Roma - Bari 2006, pp. 118-119. La Collezione Valenti: G. Prosperi Valenti, M. Malavolta, La collezione epigrafica di palazzo Valenti in Trevi, Spoletium, XVIII (1976), pp. 7-28; C. Franzoni, La raccolta di antichità di Benedetto Valenti a Trevi, Bollettino storico della città di Foligno, XIII, (1989), pp. 623 segg.; G. Dareggi, Le sculture di palazzo Prosperi Valenti a Trevi e le antichità Valentiniane, Antichità viva, n.3, 1983, pp. 13-23.
Trevi584Trevi, chiesa di San Martino, iscrizione latina42.88307512.749786420Maria Romana PicutiDalla zona della chiesa si dice che proviene un'iscrizione latina poi trasferita al Duomo.Strada provinciale 425, 2Monte Brunette, Valle UmbraIscrizione latinaEpoca romanaS. Nessi, S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Spoleto 1979, p. 128, 144.
Trevi585Trevi, chiesa Madonna delle Lagrime, iscrizione latina42.87476512.750079332Maria Romana PicutiNella sacrestia si conserva un'urna con iscrizione latina d'epoca romana riadattata a lavabo.Strada Provinciale 425, Strada Provinciale 425, 1Trevi, Bovara, Valle UmbraIscrizioneEpoca romanaS. Nessi, S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Spoleto 1979, p. 100.
Trevi586Trevi, piazza del mercato, necropoli longobarda42.87801012.748963412Maria Romana PicutiNel XVII secolo in piazza del mercato è tornata alla luce una tomba d'epoca longobarda così descritta da Durastante Natalucci: Verso la strada di S. Martino il 1667 scavando con licenza della R.C. ritrovarono 14 piedi sotto terra il cadavero d'un guerriero cinto con auree fibbie e con una croce d'oro sul petto".Strada Provinciale 425, 1Monte Brunette, TreviSepolturaEpoca longobardaD. Natalucci, Historia Universale di Trevi dello stato temporale ed ecclesiastico di Trevi 1745, (a cura di C. Zenobi), Foligno 1985, c. 189, p. 141; S. Nessi, S. Ceccaroni, Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Spoleto 1979, p. 102; C. Zenobi, Trevi antica. Dal Neolitico al 1214, Foligno 1995, p. 8.

Alcune schede

Bovara, villaggio, luogo di culto romano

A Bovara si localizza il ritrovamento di un’importante iscrizione in alfabeto latino molto arcaico, riportata alla luce negli anni Cinquanta del Novecento. L’iscrizione, di difficile interpretazione, si data alla fine del III secolo a.C. e, stante la presenza del verbo “diedero”, sembra riferirsi ad una dedica sacra, che attesterebbe la presenza di un luogo di culto. Di recente nella zona è stato individuato un antico tratto della via Flaminia, che sembra corresse più a monte di quella moderna, lambendo le pendici del colle su cui va localizzato il santuario antico.
È probabile che Bovara, nota anche per altri ritrovamenti d’epoca romana, fosse contemporaneamente sede di un villaggio (pagus), di un luogo di culto e di un mercato del bestiame, così come il nome “Bovara” lascia intendere; confermerebbe l’importanza del luogo anche la sua collocazione all’incrocio tra la via Flaminia e una callis, una via della transumanza, che toccava le località Colle, Bovara e Faustana e, dopo avere attraversato la valle, arrivava a La Bruna, Scigliano, Tervenano e Petrognano.

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