Roverella – Trevi, Santa Maria in Valle, via Collecchio, chiesa di Sant’Andrea

1024 768 Patriarchi Verdi. Itinerari in Valle Umbra
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Nome botanico della specie: Quercus pubescens Willd.
Circonferenza tronco: 3,7 m
Altezza pianta: 23,0 m
Ampiezza chioma: 22,0 m
Stato di salute (a vista): buono
Altitudine (m s.l.m.): 314
Rilevatore/autore della scheda: Giampaolo Filippucci, Tiziana Ravagli

La roverella di Sant’Andrea spicca nel contesto paesaggistico del luogo per il portamento elegante e la bellezza complessiva. Pur non raggiungendo dimensioni realmente monumentali, l’abbiamo comunque voluta riportare in questo lavoro perché è, probabilmente, la più bella e maestosa tra le piante che segnano con una certa regolarità la via di Francesco – via di Roma nel tratto che scende da Trevi, passa per Collecchio-Santa Maria in Valle e prosegue verso Matigge.

Queste roverelle definiscono con la loro presenza vecchi tracciati viari.

Come descriveva puntualmente Durastante Natalucci nella sua Historia… di Trevi, dal capoluogo municipale, e precisamente dalla vecchia piazza del Lago (oggi piazza Garibaldi), partiva verso nord un asse viario di grande importanza, la così detta ‘strada di Foligno’: «La strada, parimente, carrozzabile, per la quale uscendosi dalla porta del Lago e producendosi alli orti de’ frati di S. Francesco e del Seminario, alla pittura dello Scrimo in giù, sotto le case di Malborghetto, di Collecchio e di Matigge si va a riuscire alle forche nella strada romana ed a Foligno […]». Questa strada è di notevole interesse, se la seguiamo ci accorgiamo che attraversa il versante collinare olivetato fin sotto Matigge e San Nicolò, per poi scendere ancora verso la Torre di Matigge; è altrimenti ipotizzabile che proseguisse, più dolcemente, verso la Flaminia per giungere in quella che attualmente è la zona industriale-artigianale di Sant’Eraclio. Passando per la pittura dello Scrimo e poi in giù, come racconta Durastante Natalucci, sotto le case di Malborghetto, di Collecchio e di Matigge, tra i primi due nuclei abitati si può comunque apprezzare una seconda via: sulla base delle nostre conoscenze non possiamo escludere che fosse, invece, questa la direttrice principale descritta dallo storico trevano [T. Ravagli et alii,‘Breve viaggio alla scoperta della viabilità storica di Trevi’, Da piazza del Lago a piazza Garibaldi, 2014].

Si tratta in ogni caso di un’antica strada segnata dalla presenza delle chiese romaniche di Sant’Andrea e San Donato e, poco lontano, di San Nicolò; la stessa direttrice oggi coincide con questo tratto trevano della via di Francesco – via di Roma.

Proseguendo verso nord lungo questa stessa via, all’incrocio con la SP 425 per Trevi, sulla sinistra, troviamo un appezzamento di terreno con alcuni esemplari sparsi di roverella: è quanto residua di uno dei vecchi querceti che caratterizzavano un tempo il territorio collinare di Trevi e della Valle Umbra meridionale.

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