Ponze – Rasiglia

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Itinerario: Ponze – Rasiglia
Numerazione CAI: 374 [già 574, vecchia numerazione regionale.  Questo itinerario ne ripercorre la parte centrale]
Distanza:  9 km circa
Dislivello salita: 170 m (circa da Ponze a Rasiglia)
Dislivello discesa: 350 m (circa da Ponze a Rasiglia)
Tempo: 3 ore (circa da Ponze a Rasiglia)
Difficoltà: E
Rilevatore: Gabriele Finamondi
Autore della scheda: Gabriele Finamondi, Tiziana Ravagli, Giampaolo Filippucci

L’itinerario qui proposto è parte del sentiero 374 del CAI Sezione di Foligno, che è stato pubblicato nel progetto SENTIERI DI MEZZO (2015).
Ringraziamo Gabriele Finamondi per avere messo a disposizione di questo progetto i suoi ‘appunti di viaggo’ e il rilevamento dell’itinerario. Clicca qui e sarai indirizzato al blog di Gabriele dedicato all’escursionismo: trekkingfoligno.blogspot.it
Lo abbiamo voluto qui proporre, in particolare, perché è stato inserito tra le attività di escursionismo dedicate alla educazione ambientale con l’Oratorio Santi Angeli Custodi, presso la parrocchia Parrocchia dei Santi Antonino e Clemente in Santa Maria in Valle di Trevi.

Dalla descrizione del sentiero del CAI – Foligno, progetto I SENTIERI DI MEZZO (Comunità montana dei Monti Martani, Serano e Subasio – CAI sezione di Foligno, 2015)

Da Ponze, precisamente dall’incrocio ove vegetano belle querce di grosse dimensioni (prima di salire nell’abitato), si prende una stradina a destra e, dopo la prima curva, si sale ancora a destra (33 T 320620 4754410 | 12.802090, 42.921219 | quota m 872 s.l.m.).
Dopo 2 km di mulattiera e sentiero si arriva al fosso dell’Acqua Secchiana.
Al bivio, si prende il sentiero in salita che porta alle prime case di Vallupo (tempo 1 ora – indicazioni CAI).
Nei pressi dell’abitato di Vallupo, con una breve digressione, potremo ammirare un grande castagno, uno dei patriarchi verdi segnalati dalla Comunità montana nel progetto PATRIARCHI VERDI. ITINERARI IN VALLE UMBRA

Nome botanico della specie: Castanea sativa Mill.
Circonferenza tronco: 5,0 m
Altezza pianta: 19,0-20,0 m (stimata)
Ampiezza chioma: 16,0 m
Stato di salute (a vista): discreto – presenta alcuni rami, principali e secondari, e diverse punte secchi
Altitudine (m s.l.m.): 944

Dopo avere ammirato il monumento arboreo, si riprende il percorso e si attraversa l’abitato di Vallupo, si supera il fontanile (a Vallupo si può riempire nuovamente la borraccia) e si segue la sterrata, a destra in salita, che conduce alla sella del fosso Terminara (33 T 322116 4756107 | 12.819868, 42.936840 | quota m 1000 s.l.m.).
Si prosegue seguendo la carrareccia, in leggera salita, trascurando la sterrata di destra, pianeggiante, e quella di sinistra, in discesa.
Si segue il fosso Terminara, con una carrareccia, scendendo per circa 3 km.
Giunti alla strada asfaltata, si prosegue a destra fino a raggiungere il santuario della Madonna delle Grazie (tempo 90 minuti – indicazioni CAI).

Volendo, dalla Madonna delle Grazie si può raggiungere in breve la S.R. 319 Sellanese e da qui, svoltando a sinistra, raggiungere in breve l’abitato di Rasiglia (tempo 10 minuti). Il paese (quota m 655 s.l.m.) è famoso anche per le sue sorgenti, tra cui la sorgente Capovena che sgorga ai piedi del palazzo che i Trinci occuparono quando erano i Signori di Foligno.

Download itinerario

L’itinerario può essere scaricato per utilizzarlo con i dispositivi GPS, le applicazioni GPS dei dispositivi Android, iOS, ecc., e per elaborarlo con i più diffusi software GIS.

Prima di intraprendere ogni nuovo cammino, ti invitiamo a leggere le 'AVVERTENZE PER L’USO DEI PERCORSI PROPOSTI'.

Il modello di rappresentazione dell'itinerario derivante da Google Maps sopra visualizzata può differire nella lunghezza rispetto a quanto rilevato sul terreno. Per questo ti invitiamo a fare riferimento ai dati tecnici della scheda.

La fondazione del santuario della Madonna delle Grazie si fa risalire al 15 agosto del 1450, ad opera di Antonio Bolognini (vescovo di Foligno). La tradizione la vuole legata al ritrovamento di una statua in terracotta della Madonna, inginocchiata a pregare, in adorazione del suo Bambino, e a eventi miracolosi alla stessa colegati: la statua, infatti, fu più volte spostata in varie chiese di diverse diocesi, ma ogni volta, secondo la tradizione, sarebbe tornata nel luogo del ritrovamento. Ritenendo questi eventi prodigiosi una evidente indicazione di un disegno divino, in questo luogo fu eretta la bella chiesa della Madonna delle Grazie.

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